Fa causa per il marito morto sul lavoro. "Paghi 200mila euro di spese legali"

Corriere della Sera

Non solo perde il marito e padre delle sue due bambine, morto in un incidente sul lavoro. Ma dopo aver fatto causa contro committenti e manutentori, perde la partita legale e si ritrova condannata a pagare alle controparti tutte le spese di lite, per un totale di 200mila euro. A raccontare la storia di Lucia Madini, moglie di Massimo Bertasa, è il Corriere della Sera oggi in edicola, che così riassume la vicenda:

Massimo Bertasa, "padroncino" di una ditta di autotrasporti di cui era uno dei due soci, con due dipendenti si era trovato il 9 novembre 2010, benché i tre fossero autisti e non facchini, a caricare su un montacarichi, dietro commessa di una ditta di Assago (Milano) e per conto di un'altra azienda, l'armadio di un server da un quintale: il montacarichi precipitò, uccise il 41enne Bertasa e ferì gli altri due, di cui uno trovato sul tetto della cabina insieme al server. A detta del consulente del pm (un professore del Politecnico di Torino) le dimensioni in gioco e la geometria delle posizioni facevano ritenere che due dei tre lavoratori avessero forzato la cabina per consentire al terzo di sistemare l'armadio sul tetto.

Il contrario di quanto detto dai sopravvissuti, che ricordavano di aver introdotto il mobile nel montacarichi e di essere entrati in tre, prima che la paurosa caduta proiettasse di rimbalzo l'armadio e uno di loro sul tetto. Nell'archiviazione il pm Nicola Balice concluse che "sull'effettiva dinamica non si potrà, a parere di chi scrive, mai dare una parola definitiva", ma che comunque la vittima "eseguì e fece eseguire una operazione gravemente rischiosa" che fu "causa determinante".

Così, dopo l'archiviazione in sede penale nel 2012, la vedova avviò una causa civile contro la committenza del lavoro, la proprietà e il gestore dell'edificio, l'appaltatrice e la subappaltatrice della manutenzione, i quali a propria garanzia (in caso di condanna) citarono le rispettive assicurazioni.

Poi la doccia fredda: la X sezione...

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