Fa retromarcia, mamma uccide il figlio di 4 anni

Siamo a Brescia, nel cortile di una palazzina di via San Francesco di Paola sui Ronchi. C’è una mamma che sta posteggiando il suo suv e c’è un bambino che sta aspettandola, giocando.

Una tragedia indescrivibile, l’incubo di ogni genitore che diventa realtà. Un attimo di distrazione, un movimento sbagliato e una vita che si spegne troppo presto. Siamo a Brescia, nel cortile di una palazzina di via San Francesco di Paola sui Ronchi. C’è una mamma che sta posteggiando il suo suv e c’è un bambino che sta aspettandola, giocando.

Lui è Giorgio Trombadore, 4 anni compiuti lo scorso dicembre. Facendo manovra, però, la donna non si accorge che il suo bambino è proprio dietro di lei e con il suv lo investe. I vicini, tra cui un giovane medico, l’hanno subito soccorso, e poco dopo è arrivata l’ambulanza. Ma la corsa all’ospedale Civile e i tentativi di rianimazione non sono bastati a salvarlo.

Giorgio è morto così, investito da sua mamma per un solo attimo di distrazione. Giorgio giocava con la biciclettina e doveva essere dall’altra parte del cortile, lontano da mamma e dall’auto. O questo è quello che pensava Maria Luisa Cibelli, 42 anni, farmacista che stava facendo manovra. Il piccolo, invece, con la bicicletta fa un movimento inaspettato, si sposta e si ritrova proprio sulla traiettoria del suv che sta andando in retromarcia. E mamma non può fare nulla per evitare l’impatto.

Stando alla prima ricostruzione della polizia locale, Maria Luisa si era messa al volante del suo Suv grigio credendo che il figlio fosse impegnato a sistemare la bici da tutt’altra parte. La donna, quindi, ha innestato la retro, ha messo in moto, è partita e di colpo ha sentito un tonfo sordo. Uscita dall’auto spaventata, la donna si è trovata di fronte una scena che nessuna mamma dovrebbe vedere. Giorgio esanime con la testa sotto la ruota del suv. E la corsa in ospedale è stata inutile e Maria Luisa è stata imbottita di sedativi e ricoverata per lo choc.