UN ANNO DA MEDAGLIA

Fabio Scozzoli: "La mia vita da atleta"

Il nuotatore italiano racconta i sacrifici per essere sempre al top

Si parla spesso della vita da atleta, durante i Giochi Olimpici di Londra 2012 si favoleggiava sulla dieta da 12mila calorie al giorno di Michael Phelps. Il nostro Fabio Scozzoli è molto più laico sui precetti dello sportivo: “Basta eliminare le cose dannose, ridurre i carboidrati la sera, tagliare le patatine fritte e cibi troppo grassi, per il resto niente particolare privazioni o eccessi”.

Fabio Scozzoli: vita da campioneIntervista con Fabio Scozzoli



In vista dell’Olimpiade di Londra 2012, Scozzoli era un livello di concentrazione elevatissimo: “Sicuramente non puoi andare a ballare tutti i weekend, diciamo che posso fare tardi la sera tre o quattro volte all’anno”. Sacrifici, per un ragazzo giovane: “Però sono sacrifici che vengono naturali, anche perché quando sei così stanco tutto il giorno tutti i giorni che ti riposi volentieri”. Sognava una medaglia, Fabio Scozzoli, in particolare dopo l’eccellente Europeo. Invece, in una gara durissima, è arrivato soltanto settimo nei 100 metri dorso. Una delusione dalla quale vuole riprendersi in fretta, in vista di Rio 2016, dove vuole mostrare tutto il suo talento.

E se Scozzoli non avesse fatto il nuotatore? “Ho scoperto il mio talento con le prime medaglie, a Budapest, lì ho capito che il nuoto sarebbe diventato la mia vita. Altrimenti sono un perito meccanico, è un percorso che sarei stato felice di portare avanti”.

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