Fabrizio Corona contro il Ddl Zan: "Avete rotto con questa legge"

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Fabrizio Corona, attraverso il suo profilo Instagram, si è scagliato contro il Ddl Zan. L’ex re dei paparazzi si è detto stanco di sentir parlare del disegno di legge che, a breve, verrà diuscusso in Senato.

Fabrizio Corona contro il Ddl Zan

Il Ddl Zan, già approvato alla Camera lo scorso 4 novembre, verrà discusso in Senato il prossimo 13 luglio. Negli ultimi mesi sono molti quelli che si stanno battendo a favore della legge contro l’omofobia, così come sono diversi coloro che si dicono contrari alla sua approvazione. A questo ultimo ‘gruppo’ appartiene Fabrizio Corona, che si dice stanco di sentir parlare del Ddl Zan senza veri ‘numeri’.

Fabrizio Corona contro il Ddl Zan: le parole

Attraverso il suo profilo Instagram, Fabrizio ha tuonato:

Avete rotto con questo cavolo di DDL Zan. Voi politici lo promuovete per popolarità e per raccogliere voti. Voi influencer per avere like e visualizzazioni e per finire sulle copertine dei quotidiani italiani. Che paese di mer**. La nazionale italiana è l’opposto del valore delle nostre istituzioni e di chi ci governa”.

Corona sostiene che il Ddl Zan sia un mezzo, sia per i politici che per i Vip, per acquisire maggiore popolarità.

Fabrizio Corona: il suo pensiero sul Ddl Zan

Lo sfogo di Fabrizio va avanti in modo piuttosto colorito e sottolinea quelle che, a suo parere, sono le pecche del Ddl Zan. Ha dichiarato:

“Fancu**o al DDL Zan. La stessa retorica fatta solo di parole di tutti quelli che ragionano come voi. Se volete fare le persone serie, ditemi quanti gay andrebbero a denunciare una persona che li chiama fr**i. Dimmi il numero di gay non assunti perché gay in Italia. Insomma, imparate ad argomentare con i numeri, invece che con la morale acchiappalike”.

Secondo l’ex re dei paparazzi, coloro che promuovono il Ddl Zan dovrebbero parlare di numeri ed essere in grado di produrre delle stime inerenti l’omofobia. Insomma, ognuno si batte per la propria causa, Fabrizio per le carceri e tanti altri per i crimini omofobi. La domanda sorge spontanea: chi, meglio di lui, dovrebbe capire cosa significa essere discriminati?

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