Fabrizio Corona, lettera di Adriano Celentano ai giudici

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Nuova lettera di Adriano Celentano su Fabrizio Corona. "Cari giudici di Corona. Con un tipo un tantino esuberante come Fabrizio forse anch’io, nei vostri panni, avrei perso la pazienza... Ma poi non avrei dimenticato che sono un Giudice... E un giudice non può essere schiavo delle proprie antipatie personali" scrive il Molleggiato in una lettera pubblicata sui suoi profili social, indirizzata ai giudici che stanno seguendo il caso di Corona.

"Mi rendo conto - prosegue Celentano - che non è facile separare certi sentimenti. Però, non fino al punto da non tener conto degli stati d'animo di un condannato. Specie se questi riguardano aspetti gravi della sua salute. Un comportamento il vostro, che nel sentire comune degli italiani, risulta come un vero e proprio accanimento su una persona alquanto DISPERATA e tremendamente indebolita per le sue condizioni instabili. Senza poi dimenticare che l’ACCANITO, ridendo e scherzando, ha già scontato 8 anni di carcere. Capite che tutto ciò, stride VIOLENTEMENTE con una giustizia dove purtroppo non si contano i casi in cui al posto di un sano ERGASTOLO, si lasciano liberi individui che fanno a PEZZI le persone".

"Cari giudici, per come la vedo io, un giudice non lo si può chiamare Giudice, se prima di essere un giudice, non è un UOMO infinitamente buono. Perché solo se è infinitamente buono sarà in grado di esaminare, non solo le grandi, ma anche le minime sfaccettature di un reato. E voi, mi sembra che stiate trascurando l'aspetto più importante della vostra missione. E forse, non vorrei dirlo, ma anche le condizioni alquanto DRAMMATICHE di Fabrizio Corona… Ma io ho un’idea…", conclude Celentano.