Faceapp, l’ironia di Taffo fa polemica

Faceapp, l’ironia di Taffo fa polemica

L’applicazione Faceapp sta rivivendo momenti d’oro. Dopo il boom del 2017 dove la maggior parte degli utenti si divertiva a cambiare il proprio sesso, da giorni sul mondo del web impazza la moda del selfie “invecchiato“. Sulla questione è intervenuta anche Taffo, un’agenzia funebre molto celebre per i suoi tormentoni ironici.

Faceapp, l’ironia di Taffo

Taffo è una agenzia funebre, celebre soprattutto per le sue campagne pubblicitarie. Quasi ogni sua campagna ha fatto scalpore. Impossibile non ricordare quella sul Family Day di Verona, quando l’azienda pubblicò un post con diversi crani, quelli appartenenti a eterosessuali, omosessuali e immigrati ovviamente con gli stessi lineamenti. L’unica differenza? Il cranio appartenente ai partecipanti del Family Day. Il teschio di una scimmia.

Questa volta a far polemica contro la spregiudicata abilità di comunicazione dell’azienda, è l’utilizzo di Faceapp. Da giorni infatti il mondo social è letteralmente impazzito. Selfie e foto con effetto invecchiamento, barba bianca e rughe. Sulla vicenda poteva mancare il commento di Taffo? Certo che no. Un posto raffigurante una bara con la didascalia “Non esagerate con Faceapp, che è un attimo“.

Chi c’è dietro le campagne?

Quelle su Faceapp e Family Day, sono solo alcuni esempi nell’immenso lavoro di Riccardo Pirone. Partendo da uno dei momenti più tristi nel corso della vita è riuscito a rivoluzionare l’ambito della comunicazione. L’agenzia funebre romana è riuscita a cavalcare ogni momento di attualità per ritagliarsi uno spot. Qualsiasi cosa, l’importante è che se ne parli.