Facebook e Instagram, Mark Zuckerberg non ha mai avuto così tanti problemi tecnici fino a quest'anno

Mark Zuckerberg (Photo by Mustafa Yalcin/Anadolu Agency/Getty Images)

Mark Zuckerberg ha tra le mani un enorme impero digitale, con Facebook e Instagram sotto la sua guida. L'ex studente universitario dalle idee rivoluzionarie ha creato mano a mano un colosso nel campo dei social media e soprattutto della raccolta dati, con un archivio esagerato di informazioni su tutti gli iscritti.

Questo patrimonio è stato messo a repentaglio, nel corso del 2019, da diversi incidenti tecnici - come mai prima d'ora. Mentre Facebook ha perso un po' di verve, pur mantenendo il suo alto numero d'iscritti, Instagram prende sempre più piede nella dieta online degli utenti: tutto questo grande ammasso di informazioni sta mettendo a dura prova i server aziendali.

Infatti rispetto al 2018 l’inattività di Instagram è raddoppiata nei primi sei mesi del 2019. Facebook ha avuto addirittura il quadruplo delle interruzioni di rete nello stesso periodo.

I dati, raccolti dalla rivista online Business Insider e dal sito Downdetector, mostrano appunto il +90% nei malfunzionamenti su Instagram e un +281% su Facebook. Sebbene per gli utenti sia frustrante, in particolare per chi punta sui social per le proprie campagne pubblicitarie, anche in seno a Facebook corre il malumore. Oltre ai social in senso stretto, sono stati diversi anche i problemi tecnici su WhatsApp, l'app di messaggistica più utilizzata sul pianeta: non ci sono dati precisi ma si sono fatte frequenti le segnalazioni da parte degli utenti.

Che siano i lavori sul famoso e ambizioso progetto di unione tra le app di messaggistica (WhatsApp, Messenger di Facebook e Direct Messages di Instagram) a mettere in crisi l'azienda di Zuckerberg? O forse le modifiche di sistema per evitare nuovi scandali tipo Cambridge Analytica stanno richiedendo sforzi fin troppo massicci?

Non si conosce la risposta, ma si sa che i dati dei diretti rivali Snapchat e Twitter sono rimasti stabili negli ultimi due anni. E pure Google, con YouTube, è riuscita a rimanere in carreggiata (pur avendo diversi problemi con i servizi di cloud). Sembra siano state escluse cause esterne, legate agli hacker; ma il problema della sicurezza dei dati è enorme e Facebook sta spendendo risorse per tenere lontani furti digitali (o almeno così assicurano).

Di certo si fa più caso che in passato alle interruzioni, perché coinvolgono molte più persone e aziende. Il web di è decisamente centralizzato, stringendo l'imbuto di traffico verso pochi e conosciuti siti web: la mole di informazione così gestita è fin troppa, e probabilmente inaspettata a questi livelli.

Morale della favola? Aspettiamoci altre interruzioni di servizio, perché non siamo affatto vicini alla perdita di interesse verso i social media. Zuckerberg sa già che dovrà affrontare questo problema: la sua soluzione è attesa più che mai anche dagli investitori.