Facebook, l'ultima frontiera dei ladri...

Facebook, l'ultima frontiera dei ladri...

Fate parte del miliardo di persone che, in tutto il mondo, hanno un profilo su Facebook? Da oggi seguite il vecchio consiglio della mamma: state attenti alle persone che frequentate. Aspettare prima di dare troppa confidenza a qualcuno conosciuto da poco, infatti, è un principio che ormai vale anche su Internet. E soprattutto per chi è un habituè dei social network e magari fa a gara per raccogliere il più alto numero di amicizie. Potreste trovarvi coinvolti, infatti, in qualche brutto guaio. O come minimo avere la casa svaligiata. E’ quanto successo a Roma dove è stata arrestata una banda di ladri che, prima chiedeva l’amicizia su Facebook ad alcuni ragazzi, poi li convincevano a farsi ricevere a casa ed infine derubavano l’appartamento. Il tutto era possibile grazie a due ragazze minorenni di buona famiglia, che avevano la funzione di gancio per il resto della banda. Le giovani, infatti, conoscevano i ragazzi, si facevano invitare in casa loro, poi si dividevano i compiti. Una usciva con il nuovo amico a fare una passeggiata, mentre l’altra si allontanava per finta e permetteva agli altri componenti di prelevare indisturbati beni e denaro.

La tecnologia, però, a volte si ritorce contro chi la usa per fini loschi. Così a tradire la banda, che ora vede 6 persone arrestate e 7 denunciate, è stato il fatto che le due minorenni commentavano su Facebook e via sms i loro colpi attraverso foto e filmati della refurtiva. Del resto i furti sono numerosi e compiuti anche in diversi negozi e perfino negli uffici del comune di Mentana, dove sono state portate via mille carte d’identità in bianco. Le minorenni dovranno sottoporsi al giudizio del Tribunale per i Minori. Dopo, forse, ci penseranno due volte prima di chiedere un’amicizia virtuale.

Non sempre Facebook è uno strumento per compiere reati. Ormai, grazie alla sua diffusione, può diventare anche l’arma in più per scoprirli. L’ultimo caso è di due giorni fa ed ha per scenario Pavia. Per circa otto mesi alcuni agenti della polizia municipale, dopo aver catalogato i murales o le semplici scritte spray comparse nel capoluogo lombardo, hanno creato dei falsi profili su Facebook e si sono finti amici dei writer. Gli uomini in divisa, da veri infiltrati, hanno potuto raccogliere nomi, opinioni e materiale fotografico. Il risultato è stato 30 perquisizioni domiciliari, 23 persone denunciate per danneggiamento e un vespaio di polemiche su quanto considerare i murales un’arte da rispettare.

I confini del legame tra giustizia e social network è, comunque, sempre più di attualità. E si può perfino subire, come accaduto nei giorni scorsi a un 34enne romano, una condanna a 9 mesi di carcere, con l’accusa di istigazione a delinquere e apologia di reato, per i commenti di alcuni amici a una propria pagina Facebook. Chissà cosa direbbe George Orwell, che di uso distorto dei mezzi di comunicazione ne parlava già più di sessanta anni fa.

Foto - Cosa facciamo veramente in un'ora su internet? Questo!

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