Facebook: via "è gratis" dalla pagina di iscrizione

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Un cambiamento minore, all’apparenza, ma decisamente importante se si guarda alla sostanza. E’ quello attuato in questi giorni da Facebook, in un punto della navigazione trascurato da tutti: la pagina di ingresso. La quasi unanimità degli utenti non si “slogga” mai dal social, sicché non ha potuto constatare che da quella pagina è scomparsa una comunicazione ben precisa. Questa: "Iscriviti – è gratis e lo sarà sempre". Al suo posto ne è apparsa un’altra: "Iscriviti – è veloce e semplice".

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Facebook ha cambiato la “call to action” all’inizio di agosto, senza addurre spiegazioni. E in molti hanno fatto due più due, pensando che l’era della gratuità sta per finire e che per iscriversi o rimanere iscritti al social network più rilevante di internet si dovrà pagare. Ipotesi che trova un appiglio nella normativa della piattaforma dedicata agli sviluppatori esterni, dove tra gli ultimi punti si legge: "Non garantiamo che la Piattaforma resterà gratuita per sempre". Si potrebbe obiettare che la clausola appare in una sezione del sito dedicata a chi sviluppa app e servizi, e non a utenti generici. Ma i timori non sarebbero del tutto fugati.

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L'ipotesi più plausibile è stata redatta da un avvocato esperto in diritto digitale, Jose Antonio Castillo Parrilla. A suo parere, Facebook starebbe semplicemente facendo chiarezza su elementi ad alcuni noti da sempre. E cioè: se anche gli utenti non hanno mai pagato l'accesso a Facebook in denaro, lo hanno fatto cedendo i propri dati. Foto, informazioni anagrafiche, "mi piace" e altro ancora, riferiti a oltre un quarto della popolazione della Terra, sono un patrimonio con i quali la società ha guadagnato miliardi trasformandosi nel colosso che è ora grazie alla vendita mirata di pubblicità a migliaia di inserzionisti.

E’ anche una direttiva europea di maggio a stabilire che lo scambio di dati può essere effettivamente riconosciuto come una forma di pagamento, come precisa Business insider. Facebook è per questo motivo sotto costante osservazione degli enti regolatori di mezzo mondo. Quello potrebbe essere il suo modo di essersi conformata alla direttiva, cioè riconoscendo che gli utenti pagano l'accesso al sito con dati e informazioni.