Fadil, legale famiglia: non escluse colpe mediche

Fcz

Milano, 18 set. (askanews) - "Io non sono un medico, ma penso che ci siano elementi per valutare, attraverso una nostra consulenza, eventuali responsabilità dei medici". Così Mirko Mazzali, legale che rappresenta la famiglia di Imane Fadil, manifesta la sua perplessità di fronte ai risultati dell'autopsia condotta sul corpo 35enne, ex testimone chiave della procura di Milano nei processi sul caso Ruby, morta il 1 marzo scorso alla clinica Humanitas di Rozzano, nel Milanese. Il pool di esperti diretto dall'anatomopatologa Cristina Cattaneo ha indicato in un'aplasia midollare la causa della morte di Imane, escludendo ogni responsabilità in capo al personale medico che si occupò della 35enne durante il ricovero nel polo sanitario.

Un risultato che non convince l'avvocato Mazzali: "Leggeremo le conclusioni con i nostri consulenti, rilevo però che già da queste conclusioni emerge che le scelte terapeutiche non sono state consone con la diagnosi fatta". E ancora: "Le scelte terapeutiche, lo dicono gli stessi consulenti, non sono state azzeccate in qualche misura e quindi questo ci lascia possibilità di valutare le mosse future".