Fadil, pm Milano: archiviare inchiesta per omicidio volontario

Fcz

Milano, 18 set. (askanews) - La procura di Milano chiederà l'archiviazione dell'indagine sulla morte di Imane Fadil, la 35enne marocchina che rivelò ai magistrati milanesi tutti i retroscena della serate del "bunga bunga" di Arcore e che morì il 1 marzo scorso alla clininca Humanitas di Rozzano, comune alle porte di Milano. L'indagine era stata avviata per omicido volontario anche sulla base di alcuni esami diagoìnostici che avevano acceetato la presenza di massicce quantità di metalli pesanti nel sangue della ragazza. A sciogliere ogni dubbio sono stati i risultati dell'autopsia condotta dal pool di esperti dell'istituto di Medicina legale di Milano guidati dall'anatomopatologa Cristina Catteneo: Fadil, ha stabilito l'accertamento autoptico, è stata uccisa da un'aplasia midollare, malattia rara di cui, come ha precisato il procuratore Francesco Greco in conferenza stampa, "non è statii possibile accertare le cause".

In particolare, ha precisato ancora il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, "non è stato accertato l'agente aziologico" che ha scatenato la malattia. "Ma la causa della morte - ha messo in chiaro il magistrato che ha coordinato le indagini condotte dai pm Luca Gaglio e Antonia Pavan - è inequivocabilmente l'aplasia midollare". Un evidenza scientifica che ha spinto i magistrati milanesi a chiedere l'archiviazione del fascicolo all'ufficio gip.