Fadoi e Simi: Ssn è a rischio, politica affronti carenza personale

Image from askanews web site
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Milano, 10 set. (askanews) - "Rispetto a 10 anni fa il Servizio sanitario nazionale registra 30mila unità di personale in meno. Nonostante gli investimenti adottati durante la pandemia il Ssn ha ancora un estremo bisogno di risorse e riforme per fermare il suo declino. Per questo occorre incrementare il Fondo sanitario, affrontare la carenza di personale e di posti letto, riformare la governance del Ssn dando maggiore centralità al Ministero della Salute, riorganizzare l'assistenza ospedaliera con l'aggiornamento del Dm 70, recuperare delle liste d'attesa e valorizzare la medicina interna". Sono queste alcune delle richieste che le due società scientifiche della medicina interna, Fadoi e Simi, lanciano ai partiti in vista delle elezioni del 25 settembre.

"Gli internisti ospedalieri sono circa 10mila e sono presenti in tutti gli ospedali italiani: parliamo di 1.478 strutture complesse di medicina interna tra pubblico e privato (di cui 360 reparti Covid), su un totale di 1.004 ospedali. Dal totale storico dei quasi 30mila posti letto di medicina interna, gli internisti sono arrivati a gestire, a causa del Covid, oltre 40mila posti letto" si legge in una nota, che prosegue spiegando che "solo nel 2020, primo anno di pandemia, sono stati curati ben oltre 218 mila pazienti Covid, pari a un quarto del totale dei ricoveri in medicina interna e al 70% di tutti i ricoveri per Covid. Questo grande afflusso di pazienti Covid ha però provocato un calo dei ricoveri totali nei reparti".

"Chiediamo ai partiti di affrontare seriamente il tema della sanità che a parte qualche slogan o proposta fumosa è fuori dai radar del dibattito come se l'emergenza Covid fosse un lontano ricordo, le liste d'attesa non fossero lunghissime, la carenza di personale non fosse una realtà e la necessità di riforme non fosse impellente. La pandemia ha messo a dura prova il nostro Ssn e nonostante gli interventi messi in campo la strada per mettere in sicurezza la sanità pubblica è ancora lunga e non ammette ritardi" dichiarano il presidente del Fadoi, Dario Manfellotto e il presidente della Simi, Giorgio Sesti.