Falchi e tribunali metteranno alla prova Bce e mercati debito europei

di Dhara Ranasinghe e Stefano Rebaudo
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Il logo Bce a Francoforte

di Dhara Ranasinghe e Stefano Rebaudo

LONDRA/MILANO (Reuters) - I politici, i tribunali e i 'falchi' della zona euro testeranno quest'anno la determinazione della Banca centrale europea nel tenere fermi i costi di finanziamento dell'area, proprio nel momento in cui i maggiori rendimenti dei Treasury Usa tentano gli investitori europei.

La Bce ha mantenuto bassi i rendimenti dei debiti sovrani attraverso l'acquisto di bond e recentemente ha aumentato gli acquisti nel suo programma di stimolo d'emergenza da 1.850 miliardi di euro, noto come Pepp.

E non è più sola nella lotta per sostenere l'economia dell'euro, dopo che la pandemia ha spinto i governi a spendere di più e a creare un Recovery fund da 800 miliardi di euro, ricavato da finanziamenti congiunti dell'Unione europea.

Tuttavia, un ricorso d'urgenza alla Corte Costituzionale tedesca ha arrestato la ratificazione del fondo. Il tribunale dovrebbe decidere nelle prossime settimane sull'appello portato avanti da cinque querelanti, tra cui l'ex leader del partito d'estrema destra Alternativa per la Germania (AfD).

Considerando la lenta ripresa dell'Europa rispetto agli Stati Uniti, il rinvio del fondo potrebbe rappresentare "un disastro economico", ha avvertito Isabel Schnabel, membro del board Bce.

A preoccuparsi di più sono i più poveri paesi dell'Europa meridionale, che sono quelli che avranno i maggiori benefici dal fondo. I loro costi di finanziamento sono calati l'anno scorso, poiché l'accordo per il Recovery Fund è stato considerato come un fattore in grado di ridurre i rischi per le loro economie, tuttavia i rendimenti hanno iniziato a risalire assieme al timore che il sostegno alle economia non riesca ad arrivare abbastanza presto.

La sola Italia potrebbe ricevere dal fondo complessivamente 250 miliardi di euro, secondo le stime di Credit Suisse.

"(La Bce) si sta impegnando a sufficienza, ma la partita non è finita", ha detto Guy Miller, chief market strategist di Zurich Insurance Group. "Devono restare vigili e dovranno essere pronti a continuare a lottare".

RENDIMENTI PIÙ ALTI

La domanda degli investitori per i bond a 50 anni emessi recentemente da Italia e Austria è stata forte, mostrando fiducia nel sostegno della Bce, secondo Miller.

Tuttavia, i rendimenti spagnoli e portoghesi a 10 anni sono aumentati di 15 punti base ognuno dallo stop alla ratificazione del fondo. I rendimenti a 10 anni italiani sono vicini ai massimi di sei settimane, e il loro premio rispetto alla Germania è vicino ai massimi da inizio marzo.

Queste manovre sono modeste rispetto al caos visto l'anno scorso a causa della pandemia, i rendimenti sono ai minimi storici e l'impatto non sarà percepito per anni a venire. L'Italia, per esempio, con una scadenza media del debito di sette anni, dovrebbe vedere l'impatto dei costi di finanziamento più alti solo dopo il 2025, secondo le stime degli analisti Berenberg.

FALCHI ALL'INTERNO DELLA BCE

Ross Hutchinson, fund manager di Aberdeen Standard Investments, ha detto che anche se i rendimenti dei titoli di stato a 10 anni dell'Europa meridionale tra 0,4% e 0,8% offrono poca compensazione per il rischio, è difficile andare contro il backstop della Bce.

Tuttavia, quel backstop subirà forti pressioni da parte dei soliti falchi all'interno della Bce; Klaas Knot, governatore della banca centrale olandese, ha già richiesto di diminuire quest'anno le dimensioni del Pepp.

Gli ostacoli del recovery fund e il dibattito sul 'tapering' Bce "sono fonti di preoccupazione genuine, sottovalutate dal mercato", secondo Hutchinson.

La scorsa settimana, la Bce ha acquistato 17,1 miliardi di euro netti attraverso il Pepp, rispetto ai 10,6 miliardi di euro della settimana precedente. Tuttavia, l'istituto ha concordato durante il meeting di marzo di anticipare gli acquisti, a patto di ridurli in futuro, se le condizioni di mercato saranno favorevoli.

KJ Sinha, fund manager di Canada Life Asset Management, ha detto che nel momento in cui le stime di crescita e inflazione miglioreranno intorno alla fine dell'anno, "a quel punto (la Bce) inizierà a discutere una riduzione degli acquisti, e le cose potrebbero complicarsi".

VERSO L'OCCIDENTE

Investitori come Cosimo Marasciulo sono ancora attirati dal debito italiano, grazie al sostegno Bce e al cosiddetto "effetto Draghi" - in riferimento alla fiducia posta in Mario Draghi, ex presidente Bce e attuale presidente del Consiglio.

Tuttavia, con i rendimenti dei Treasury Usa decennali all'1,62%, la spinta verso gli Stati Uniti è forte.

"Se compri un Treasury a 10 anni e lo copri in euro, ottieni un incremento di circa 20 punti base rispetto ai Btp italiani. In base agli ultimi cinque anni, si tratta del valore più alto che abbiamo visto, in termini di aumento dei rendimenti", ha detto Marasciulo, responsabile di titoli a reddito fisso a rendimento assoluto presso Amundi.

In modo analogo, i Treasury a 10 anni coperti dal rischio di cambio con un contratto di tre mesi rinnovabile offrono un rendimento vicino a quello della Grecia a 0,88%, secondo le stime di Althea Spinozzi, stratega di Saxo Bank.

Gli investitori esteri controllano il 30% del debito italiano, laddove nei mercati di Spagna e Portogallo la percentuale è intorno al 50% e a quasi il 90% per i bond greci, rendendo questi mercati particolarmente vulnerabili al "rischio di rotazione", se i rendimenti dei Treasury salissero ulteriormente, secondo Spinozzi.

"Gli investitori esteri senza alcun dubbio hanno già iniziato a notare che, per effetto dell'aumento dei rendimenti negli Stati Uniti, avere debito periferico comporta più rischio di downside che di upside", ha aggiunto Spinozzi.

(Tradotto a Danzica da Enrico Sciacovelli, in Redazione a Roma Stefano Bernabei, enrico.sciacovelli@thomsonreuters.com, +48587696613)