“Falla girare”, Morelli e The Jackal salvano la marijuana

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Roma, 22 nov. (askanews) – Un influencer vanesio, uno spacciatore e un onesto giornalista tentano l’impossibile e sfidano la criminalità pur di salvare l’ultima pianta di marijuana dopo che un virus ha attaccato le piantagioni di canapa di tutto il mondo. Succede nel nuovo divertente film di Giampaolo Morelli, “Falla girare”, con i due The Jackal Ciro Priello e Fabio Balsamo, dal 25 novembre su Prime Video.

Alla domanda cosa li accomuni i protagonisti rispondono: “L’ironia innanzitutto e la voglia di divertirci anche nelle cose più stupide, sul set mi ricordo che giocavamo in continuazione, pur essendo stato un set molto difficile a livello produttivo, però la voglia di raccontare le cose che viviamo nella nostra vita quotidiana ma in maniera ironica è una cosa che ci ha accomunato e ci accomuna tantissimo. C’è sicuramente un comun denominatore, no? Un certo tipo di comicità e soprattutto un certo tipo di napoletanità”.

“Falla girare” è il secondo film di Morelli-regista, un’action-comedy che fa pensare all’incontro tra “I soliti ignoti” e “Kill Bill”: “Ho sempre cercato di fare il cinema fondendo le mie due culture, le mie due anime, quindi una è quella italiana/napoletana, quindi attingendo alla comicità italiana in cui il primo intento era, secondo me, di far ridere e intrattenere, e poi sullo sfondo c’era il sociale” spiega Morelli.

“E poi l’altra mia cultura inevitabilmente, è quella americana, perché come tutti inevitabilmente siamo cresciuti con i film americani”.

E a proposito dell’argomento cannabis, la cui sparizione, nel film, rischia di causare la sparizione di libertà e felicità, il regista dice: “Sicuramente il mio intento non era quello di fare un film politico.

Non me ne frega più di tanto a me della droga, però sarei favorevole alla liberalizzazione di una droga leggera, almeno, voglio dire. Sarebbe anzi forse un’opportunità per togliere un po’ di malaffare e poter riequilibrare alcune cose, però evidentemente, mo faccio io il complottista, fa comodo che sia illegale e quindi non se ne viene fuori”.