Fallimento per Mercatone Uno. I lavoratori lo hanno saputo nella notte via Facebook

HuffPost

Shernon Holding, la società che gestisce il marchio Mercatone Uno, è stata dichiarata fallita. Lo rende noto la Filcams-Cgil di Reggio Emilia con una nota. Davanti a numerosi negozi chiusi sono in corso presidi e sit-in dei lavoratori.

I lavoratori sono venuti a conoscenza del fallimento via Facebook nella notte: “Non c’è stata nessuna comunicazione ufficiale da parte dell’azienda”, ha spiegato Luca Chierici, segretario della Filcams di Reggio Emilia.

Shernon Holding aveva acquisito i 55 punti vendita meno di un anno fa e circa un mese fa aveva presentato domanda di ammissione al concordato preventivo. Sono oltre 1.800 i dipendenti in tutta Italia. Per il 30 maggio era stato convocato al ministero dello Sviluppo economico il tavolo di crisi su Shernon-Mercatone Uno.

“Shernon holding è stata dichiarata fallita, senza nessuna comunicazione formale inviata ai dipendenti. Il ministero del Lavoro e il Mise che dovevano vigilare dove sono?”, scrive su Facebook la Filcams-Cgil di Reggio Emilia.

“Il Mercatone Uno di Rubiera è stato dichiarato fallito dal tribunale di Milano il 23 maggio scorso. I dipendenti lo hanno appreso stanotte senza che nessuna comunicazione ufficiale arrivasse dall’azienda. Ora sono davanti all’azienda insieme a numerosi clienti che, nei giorni scorsi, hanno dato acconti per acquistare merce”, si legge ancora nel post.

“Questo è il Paese in cui si può scoprire di aver perso il lavoro e che la propria azienda è fallita con un messaggio ricevuto all’una meno un quarto di notte. Il tutto a pochi mesi dal passaggio di consegne del marchio. Ci chiediamo chi e come ha vigilato su questa operazione nelle stanze del Mise e nell’amministrazione straordinaria che ha gestito la crisi precedente”, affermano in una nota congiunta il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, e la segretaria generale della Filcams-Cgil Puglia, Barbara Neglia, sulla vicenda che coinvolge i 1800 dipendenti di Mercatone Uno, 250 di questi...

Continua a leggere su HuffPost