I falsi ciechi italiani: tra truffe e arresti, i casi più eclatanti

Quella delle invalidità fasulle, dichiarate per percepire sussidi cui non si avrebbe diritto, è una piaga che, di tanto in tanto, torna agli onori della cronaca.


Tra le notizie degli scorsi mesi ricordiamo due casi eclatanti ma per nulla isolati. Il primo è di Empoli, dove una donna percepiva la pensione di invalidità perché aveva dichiarato di essere non vedente. In realtà, la signora in questione lavorava regolarmente come bidella. Il gip di Firenze ha disposto gli arresti domiciliari non solo per la falsa cieca ma anche per il marito, evidentemente complice della truffa. L'imputazione è per truffa aggravata e falso materiale, visto che (spiega la Finanza) «in occasione delle varie visite mediche, ha fatto credere di essere affetta da cecità assoluta per usufruire della pensione di invalidità e degli assegni di accompagnamento». Come se non bastasse, la bidella ha anche alterato un certificato della Asl di Empoli per ottenere permessi retributivi cui, per legge, hanno diritto i portatori di handicap. Solo che la signora non aveva alcun diritto ai 110 giorni di permesso di cui ha usufruito, così come non aveva diritto alla pensione di invalidità.

Stessa musica a Bari, dove un uomo di 57 anni beneficiava di una pensione di invalidità che gli ha permesso di intascare, in 25 anni, 323mila euro. Non era affatto cieco: conduce una vita normale, guida lo scooter, ha lavorato come giardiniere utilizzando un trattore e via dicendo.

E questi sono solamente gli ultimi due episodi di un lunghissimo filone, fra cui va senz'altro annoverato, per entità numerica, un caso esploso a Napoli nel 2009: 56 arresti di una vera e propria organizzazione criminale che aveva costruito una serie di falsi clamorosi per far ricevere a persone sanissime una pensione di invalidità dell'INPS. Per l'ente, tutti i beneficiari erano non vedenti al 100%; invece loro conducevano una vita normalissima. Il danno erariale stimato, in quel caso, fu di 1 milione di euro.

Ma come si scoprono i falsi ciechi? L'operazione è curiosamente molto
banale: operatori della Guardia di Finanza o dei Carabinieri si appostano con macchine fotografiche o telecamere per verificare le abitudini delle persone che ricevono la pensione di invalidità e sulle quali ci sono dei dubbi. E così, magari, si scopre il non vedente che gira per negozi togliendosi gli occhiali scuri che utilizza per la sceneggiata e utilizza regolarmente ipad e iphone; quello che va in bicicletta e guida una minicar; quello che si muove con disinvoltura fra la gente senza alcun bisogno di sostegni o guide di sorta.
Ovviamente ci vuole anche la complicità di chi deve compilare falsi referti medici e questo può portare a scoperte come quella di Napoli, che vanno ben oltre l'iniziativa di un singolo.

Chi si rende protagonista o complice di una simile truffa rischia una reclusione da 6 mesi a 3 anni e (con multa 51 a 1.032 euro), o reclusione da 1 anno a 5 anni (con la multa da 309 a 1.549 euro) oltre, naturalmente, alla sospensione di tutti i benefici e alla restituzione di quanto percepito illegalmente.

Naturalmente, questa attenzione per il fenomeno rischia di scaturire in una campagna ad ogni costo contro gli invalidi: è chiaro che la questione vada indagato in maniera trasparente, ma non si può trasformare in una caccia alle streghe. Lo spiega chiaramente l'ANMI, l'associazione dei medici dell'INPS, che ha preso posizione contro la stampa più scandalistica, secondo la quale addirittura un invalido su quattro sarebbe falso.

«L’ ANMI – FeMEPA ha appreso dal Corriere della Sera dati di fonte INPS che riportano revoche di prestazioni in tema di invalidità civile che arrivano persino al 76% in alcune città d’Italia. L’Associazione si dissocia da tale lettura interpretativa dei dati che non reputa corrispondenti alla realtà, specie per i più eclatanti. Per l’allarme sociale che tale notizia sta generando tra i cittadini affetti da disabilità sarebbe opportuno effettuare ulteriori approfondimenti e verifiche numeriche»

Insomma, giusta la caccia ai falsi invalidi, ma attenzione anche a non degenerare e a non farsi accecare dalla sete di giustizia.

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