Falso made in Italy, 66 denunciati e 35 società coinvolte -3-

Red/rus

Roma, 21 set. (askanews) - Gli accertamenti sono stati condotti verificando, in entrata Stato, l'origine delle merci fabbricate totalmente o in parte sia in Stati Ue quali la Slovenia, la Romania, la Bulgaria, la Polonia, sia nei Paesi dell'ex Jugoslavia non entrati ancora a far parte dell'Unione Europea (Serbia, Macedonia, Bosnia ed Erzegovina), dove molte imprese italiane, grazie al basso costo della manodopera ed ai vantaggi fiscali, hanno totalmente delocalizzato le fasi produttive lasciando in Italia le sole sedi amministrative e commerciali, ma continuando a riportare fraudolentemente sui prodotti fabbricati all'estero il "Made in Italy".

La selezione dei mezzi da sottoporre a controllo è avvenuta prevalentemente presso il valico di confine di Gorizia - Sant'Andrea ed i caselli autostradali di Villesse e Monfalcone - Lisert, oltre che negli spazi doganali presso il varco doganale di Gorizia. L'attività di servizio svolta dalla Guardia di Finanza di Gorizia rientra nei costanti controlli sulle merci che transitano in entrata Stato attraverso i valichi di confine e sono finalizzati a tutelare i consumatori e gli operatori economici onesti da coloro che tentano di lucrare, utilizzando in modo fraudolento ogni riferimento, come il "MADE IN ITALY", in grado di indurre in errore sull'origine italiana delle merci.