Falso reportage in tv sulla ‘ndrangheta, 4 indagati per truffa

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 26 mar. (askanews) - Quattro persone, una residente in Italia e tre in Spagna, hanno ricevuto ieri mattina un avviso di conclusione delle indagini preliminari ed informazione di garanzia, per il reato di truffa in concorso, a causa di un falso reportage televisivo sulla 'ndrangheta venduto per 425.000 euro e andato in onda a novembre 2019 sul canale Nove. Sono accusati di avere venduto il filmato a una nota società di canali televisivi, inducendola a ritenere che contenesse fatti realmente accaduti, filmati da reporter infiltrati sotto copertura. Si tratta invece del frutto di una recita ad opera di attori appositamente scritturati.

Le indagini, condotte dal Nucleo Operativo della Compagnia Milano Porta Magenta, hanno tratto origine da un'annotazione di polizia giudiziaria redatta da un militare dipendente che, guardando il reportage in televisione, ha riconosciuto un palazzo, indicato falsamente dagli autori come il luogo ove abitualmente la 'ndrangheta raffinava la cocaina importata a Milano prima di metterla in vendita sul mercato nero. Il provvedimento dell'Autorità Giudiziaria è stato notificato all'indagato residente in Italia, un italiano 53enne pregiudicato per reati di corruzione, favoreggiamento, accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreto d'ufficio, dalla Compagnia Carabinieri di Marcianise. I restanti destinatari, un giornalista 43enne, ed i due responsabili di una società di produzione di documentari, ovvero una donna 43enne ed un uomo 33enne, sono tutti residenti in Spagna.