Famiglia Cucchi: “Giustizia quando sentiremo la parola colpevoli”

Famiglia Cucchi Propaganda Live

A 14 giorni dalla sentenza, la famiglia Cucchi ospita le telecamere di Propaganda Live nella propria casa situata a Torpignattara (Roma). Un’opportunità per Diego Bianchi di parlare con Rita e Giovanni, i genitori, Ilaria, la sorella, e l’avvocato.

Famiglia Cucchi a Propaganda Live

Dopo aver mostrato al conduttore i ricordi appartenenti al figlio, dalle fotografie allo zaino lasciato sempre nello stesso posto, papà Giovanni ammette che Stefano gli manca tanto ma continua a vivere. Riconosce che quando la comunità e il quartiere lo incontrano gli esprimono solidarietà e gli dicono di tenere duro. Per questo ringrazia i media e la stampa, che in questi dieci anni hanno sempre riportato le cose come stavano tenendo desta l’attenzione sul caso.

Mamma Rita aggiunge che la famiglia porterà avanti la battaglia fino a che giustizia verrà fatta. Vale a dire fino a quando non avranno sentito la parola ‘colpevoli‘, “perché in un omicidio ci sono uno o più colpevoli“. Consapevole che Stefano non potrà più tornare, dice che la loro battaglia la combattono per gli ultimi, “come lo era Stefano, e specialmente per quelli che non hanno una famiglia e non possono essere supportati“.

Bianchi passa poi a parlare con il loro avvocato, che ricorda che la sentenza, prevista per il 14 novembre 2019, è in dirittura d’arrivo. Spiega anche che in realtà il 12 novembre inizierà un altro processo, quello relativo ai depistaggi. In aula dovrebbe essere presente anche Ignazio La Russa, ministro della Difesa quando Stefano morì. Lui avrebbe ricevuto un’informazione secondo cui i Carabinieri erano estranei alla vicenda e non c’entravano nulla, dunque va chiarito chi sia stato a dargliela.

Immancabile poi un colloquio anche con Ilaria, la sorella della vittima. Pur ammettendo di essere preoccupata, ricorda che non c’è stata da molto l’udienza in cui uno degli imputati ha dettto che Stefano è stato pestato. Il conduttore di Propaganda Live le mostra poi l’intervento di Zaia durante la manifestazione del centrodestra in Piazza San Giovanni a Roma. Il governatore veneto si è auspicato la consegna del manganello alla Polizia e l’eliminazione del galateo alle forze dell’ordine, con una conseguente ovazione del pubblico presente.

Questa la reazione di Ilaria: “Il problema è che parlano alla pancia delle persone. La gente è ignorante e incurante delle vite altrui, inconsapevole che magari quello che è capitato a noi potrebbe capitare anche a loro“. Detto ciò, ha detto di star ancora aspettando le scuse di Matteo Salvini, che lo scorso anno l’aveva anche invitata al Viminale. Invito a cui però la donna non aveva dato seguito.