Famiglia siriana accolta a Milano grazie alle comunità ebraiche

Red-Alp

Milano, 28 gen. (askanews) - Una famiglia di siriani musulmani di Aleppo (Siria) arriva oggi a Milano grazie ai corridoi umanitari e al sostegno dell'Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei) e della Comunità ebraica di Milano, che collaboreranno assieme alla Comunità di Sant'Egidio per il loro l'inserimento nel capoluogo lombardo. Lo ha riferito la stessa Comunità di Sant'Egidio, spiegando che si amplia così l'alleanza tra comunità di credenti che hanno realizzato il progetto promosso dal 2016 da Sant'Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e Tavola valdese.

A Milano la famiglia (i genitori con quattro bambini e un parente) sarà ospitata in un appartamento nella zona Sud della città. "L'accoglienza diffusa - ha spiegato in una nota Sant'Egidio - rappresenta un elemento decisivo di un progetto, totalmente autofinanziato, che sta favorendo l'inserimento dei profughi arrivati nel tessuto civile e sociale del Paese, nel circuito scolastico per i minori e in quello lavorativo per gli adulti, con grande beneficio per la società".

"Sono molti i passaggi della Torah in cui si fa riferimento all'obbligo di aiutare il prossimo, il forestiero. 'Se il tuo fratello impoverirà… lo dovrai sostenere: che sia straniero o residente, una volta che viva con te', Lev. 25,35. È evidente dalle ultime parole che il termine 'fratello' iniziale deve avere un'accezione universale" ha spiegato il vicepresidente dell'Ucei, Giorgio Mortara, aggiugendo che "il malessere di chi arriva da fuori è un punto sensibile per gli ebrei, sollecitati come siamo dalla nostra stessa esperienza storica". "Su queste basi è nato l'impegno dell'Unione delle comunità ebraiche italiane a sostegno delle comunità che attuano progetti a favore dei migranti/rifugiati: l'iniziativa è pensata quale ideale prosecuzione del lavoro svolto in questo senso già da anni sul territorio dalle comunità ebraiche di Firenze, Torino e Milano e di incentivare la nascita di nuove iniziative in altre realtà" ha proseguito Mortara, sottolineando che "l'obiettivo finale è quello di creare una rete di sussidiarietà e aiuto per migliorare le condizioni di queste persone in grande difficoltà e contribuire alla loro integrazione, contando anche sulla collaborazione con le strutture sociosanitarie e con altre organizzazioni e di volontariato sociale, al fine di aumentare l'offerta di aiuto".

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