Famosa attrice iraniana sfida il regime: posta una foto senza il velo

Taraneh Alidoosti (Instagram)
Taraneh Alidoosti (Instagram)

Una famosa attrice iraniana ha pubblicato sul proprio profilo Instagram un'immagine di se stessa senza velo in segno di solidarietà nei confronti delle manifestazioni anti regime. Taraneh Alidoosti - nota per il suo ruolo nel film vincitore del premio Oscar il miglior film straniero per "The Salesman" ("Il cliente") nel 2017 - è ritratta mentre tiene fra le mani un cartello con la scritta in curdo "Woman, Life, Freedom" ("Donna, vita, libertà"), uno slogan diventato grido di battaglia tra i contestatori del governo di Teheran.

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Si tratta dell'ennesimo atto di sfida verso la dittatura teocratica del Paese, che da settimane sta cercando di sedare con ferocia le proteste iniziate dopo l'uccisione da parte della polizia di Mahsa Amini, la giovane 22enne curda picchiata a morte a Teheran nel settembre scorso per non aver indossato l'hijab - il velo islamico - in modo corretto.

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Taraneh Alidoosti, una delle attrici iraniane di maggior successo, vanta oltre otto milioni di follower su Instagram e si è sempre contraddistinta come ardente attivista per i diritti delle donne e dei diritti umani in Iran. Durante un precedente movimento di protesta nel Paese nel 2019, aveva affermato che gli iraniani erano "milioni di prigionieri".

Giorni fa, sempre su Instagram, l'attrice 38enne aveva giurato che sarebbe rimasta in patria a "qualsiasi prezzo", affermando di voler smettere di lavorare per sostenere invece le famiglie di coloro che sono stati uccisi o arrestati nella repressione delle proteste. "Sono io che rimango qui e non ho alcuna intenzione di andarmene", ha dichiarato, negando di avere un passaporto o una residenza all'estero. "Resterò, smetterò di lavorare. Sarò al fianco delle famiglie dei prigionieri e delle persone uccise. Sarò il loro avvocato", ha detto. "Combatterò per la mia casa. Pagherò qualsiasi prezzo per difendere i miei diritti e, soprattutto, credo in ciò che stiamo costruendo insieme oggi", ha aggiunto.

Gli attivisti locali per i diritti umani affermano che nel corso di queste settimane di protesta almeno 328 persone sono state uccise e altre 14.800 sono state detenute.

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