Fanno esplodere sito archeologico: società mineraria australiana chiede scusa agli aborigeni

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Il colosso minerario Rio Tinto ha distrutto una serie di grotte, ignaro del fatto che si trattasse di un sito aborigeno sacro, risalente ad oltre 46mila anni fa. Poche ore dopo sono arrivate le scuse dell’amministratore delegato della società mineraria. I lavori di scavo erano stati approvati nel 2013, facendo forza di una vecchia legge aborigena che non consentiva più la rinegoziazione del consenso per eventuali scavi.

Sito aborigeno distrutto in Australia: le scuse

Il colosso minerario Rio Tinto ha distrutto una serie di grotte dello Juukan, situate nel nord dell‘Australia Occidentale, ignaro però del fatto che facessero parte di un sito aborigeno sacro, risalente a 46mila anni fa.

Una perdita inestimabile per i popoli Puutu Kunti Kurrama e Pinikura. Ma anche per tutta l’umanità, come spiega Peter Stone, presidente dell’Unesco per la protezione dei beni culturali:” La distruzione archeologica nella gola di Juukan è tra le peggiori della storia recente, paragonabile alle statue dei Buddha di Bamiyan buttate giù dai talebani in Afghanistan, o all’annientamento della città siriana di Palmira voluto dall’Isis“.

Le scuse

Siamo spiacenti per l’angoscia che abbiamo causato“. Inizia così il comunicato emesso dall’ammistratore delegato di Rio Tinto Chris Salisbury.Il nostro rapporto con il Pkkp è molto importante per Rio Tinto. Abbiamo lavorato insieme per molti anni e vorremmo continuare a farlo- ha aggiunto SalisburyCon urgenza, stiamo rivedendo i piani di tutti gli altri siti nell’area della gola di Juukan“.

In questa regione negli ultimi decenni gli scavi hanno riportato alla luce settemila reperti, come pietre per la macinazione, ossa e capelli intrecciati di oltre 4mila anni appartenenti proprio agli aborigeni.

Coperti dalla legge

La multinazionale anglo-australiana si occupa della ricerca, estrazione el avorazione dei minerali (conta un fatturato di 43,16 miliardi di dollari), e nel 2013 aveva ottenuto l’approvazione per gli scavi del progetto Brockman.

Questo perché dal 1972 è entrata in vigore una legge aborigena (Aborigibal Heritage Act) che non consente più la rinegoziazione del consenso agli scavi da parte delle popolazioni nel caso venissero alla luce nuove informazioni di stampo archeologico.