Fanpage.it: a Savoini soldi pubblici dalla Regione Lombardia

Red/Nes

Roma, 13 set. (askanews) - Matteo Savoini, l'esponente delal Lega, al centro del Russiagate e vicino all'ex vice premier e ministro dellInterno MAtteo Salvini, avrebbbe ricevuto soldi pubblici dalla Regione Lombardia. E' quanto emerge da documenti pubblicati da Fanpage.it. Il sito di informazione racconta dei compensi occulti di cui gode Gianluca Savoini, finito nel registro degli indagati per il Russiagate italiano: un compenso da 2600 euro al mese dalla società Fnm - Trenord e uno stipendio mensile pagato con i soldi pubblici del Pirellone per monitorare sulla correttezza della par condicio. E spunta anche un bonifico da 70 mila euro dalla multinazionale Ernst&Young.

Le carte che Fanpage.it mostra in esclusiva testimonierebebro che a partire da giugno del 2018, nello stesso periodo in cui stava iniziando a trattare con i russi il maxi finanziamento per la Lega svelato lo scorso febbraio da L'Espresso, Savoini ha iniziato a percepire un compenso mensile di 2.600 euro da Fnm spa, colosso dei trasporti pubblici lombardi quotato in Borsa e amministrato da un altro leghista storico: l'ex parlamentare e già vice presidente regionale, Andrea Gibelli.

Dagli stessi documenti si scopre che negli ultimi mesi Savoini ha potuto beneficiare di un'altra entrata rilevante: una consulenza da 71.400 euro pagata da Ernst & Young, multinazionale britannica della revisione contabile con quasi 250 mila dipendenti e sedi in tutto il mondo, dall'Italia alla Russia.

Quello di Fnm non è l'unico pagamento ricevuto dall'ex portavoce di Salvini con i soldi dei cittadini lombardi: il leghista che fa avanti e indietro da Mosca è anche vice presidente del Corecom, l'autorità indipendente di Regione Lombardia che dovrebbe garantire il rispetto delle norme in materia di comunicazione e vigilare sulla libertà di informazione. Una poltrona da 2.594 euro lorde al mese, che Savoini occupa ininterrottamente dal 2013 grazie ai voti dei consiglieri regionali leghisti.

Un altro documento pubblicato da Fanpage.it dimostra infine come l'ex portavoce di Salvini anche quest'anno ha versato il suo obolo alla Lega, proprio come fanno a cadenza regolare parlamentari e politici vari del Carroccio: 400 euro bonificati il primo marzo 2019, a Russiagate già scoppiato.