Fao: prezzi alimentari mondiali a livelli più alti da luglio 2011

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Image from askanews web site
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Roma, 4 nov. (askanews) - Il barometro mondiale dei prezzi alimentari ha raggiunto un nuovo picco a ottobre, toccando il livello più alto dal luglio 2011, con un aumento del 3,9% rispetto al mese di settembre. L'aumento dei prezzi è trainato da quello dei cereali, dell'olio vegetale, di carne ovina e pollame e della materia prima del comparto lattiero-caseario. In diminuzione, invece, i prezzi di carne bovina e suina e zucchero. E' quanto emerge dall'indice mensile dei prezzi alimentari della Fao, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, che tiene traccia delle variazioni mensili dei prezzi internazionali di un paniere di prodotti alimentari e che ha registrato una media di 133,2 punti in ottobre, in aumento del 3,9% rispetto a settembre, in aumento per il terzo mese consecutivo.

L'Indice FAO dei prezzi dei cereali in ottobre è aumentato del 3,2% rispetto al mese precedente, con i prezzi mondiali del grano in aumento del 5% a causa della diminuzione delle disponibilità globali per la riduzione dei raccolti nei principali esportatori, tra cui Canada, Federazione Russa e Stati Uniti d'America. Anche i prezzi internazionali di tutti gli altri principali cereali sono aumentati di mese in mese.

L'indice dei prezzi dell'olio vegetale della Fao è aumentato del 9,6% ad ottobre, raggiungendo il massimo storico. L'aumento è stato trainato dalle quotazioni in rialzo dei prezzi per gli oli di palma, soia, girasole e colza. I prezzi dell'olio di palma sono aumentati per il quarto mese consecutivo in ottobre, in gran parte sostenuti dalle persistenti preoccupazioni per la produzione debole in Malesia a causa della continua carenza di manodopera migrante.

L'indice Fao dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari è aumentato di 2,6 punti rispetto a settembre, influenzato dalla domanda globale di importazione di burro, latte scremato in polvere e latte intero in polvere, a causa degli sforzi degli acquirenti per assicurarsi forniture per costruire scorte. Al contrario, i prezzi del formaggio sono rimasti sostanzialmente stabili, poiché le forniture dai principali paesi produttori sono state adeguate a soddisfare la domanda globale di importazioni.

L'Indice FAO dei prezzi della carne è invece sceso dello 0,7%, il terzo calo mensile. Le quotazioni internazionali delle carni suine e bovine sono diminuite sia per i minori acquisti dalla Cina di carni suine, sia per un forte calo delle quotazioni per le forniture dal Brasile di carne bovina. Al contrario, i prezzi del pollame e della carne ovina sono aumentati, spinti dall'elevata domanda globale e dalle scarse prospettive di espansione della produzione.

L'Indice Fao dei prezzi dello zucchero è sceso dell'1,8% da settembre, segnando il primo calo dopo sei aumenti mensili consecutivi. Il calo è stato principalmente il risultato della limitata domanda globale di importazioni e delle prospettive di grandi forniture esportabili da India e Thailandia, nonché di un indebolimento del Real brasiliano rispetto al dollaro USA.

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