Fareambiente: "Passaporto Blu" per pesca sostenibile in Cilento

Red

Roma, 19 nov. (askanews) - "Lungo la costiera cilentana la pesca ha da sempre rappresentato un importante fattore sociale, che ha favorito l'affermazione di una cultura del pescato, in cui il mare è considerato una sorta di tempio improfanabile ed i pescatori i suoi sacerdoti. Il mare cilentano offre, ancora oggi, un pescato caratterizzato da una forte 'identità' che merita di essere 'identificata' e distinta rispetto ad altre forme di pescato, un vero e proprio 'mare di biodiversità' che rappresenta un patrimonio di valori incommensurabili in termini si unicità, di qualità e di sostenibilità". Così il presidente di Fareambiente, Vincenzo Pepe, presenta l'iniziativa in programma domani, mercoledì 20 novembre, alle ore 17.30, presso la sala stampa della Camera dei deputati, dal titolo "La Dieta Mediterranea: il pescato del Cilento".

Fareambiente. "Quando ci troviamo al banco della pescheria o al ristorante - continua Pepe - ci preme informarci se il pesce che ci viene proposto sia stato pescato o allevato. Ma questo non è sufficiente a fornirci indicazioni sulla qualità di quel prodotto ed in particolar modo sulla sostenibilità delle pratiche di pesca esercitate. Gli esperti pescatori cilentani con particolari reti tradizionali effettuano una pesca a strascico poco invasiva perchénon raschiano i fondali".

"I pescatori nel Cilento - avverte ancora il presidente di Fareambiente - sono rimasti in pochi. Proprio sui porti cilentani, confondendosi tra loro, si può consumare una colazione salata, come ad esempio alici e vino. Oppure acquistare prodotti ittici da portare direttamente a casa, una seppia, un'orata, o forse alici e sgombri. Siamo nella terra che incantò Ancel Keys, che proprio qui coniò la definizione di Dieta Mediterranea, espressione con cui il nutrizionista e fisiologo americano voleva rappresentare uno stile di vita basato su una biodiversità storica, sociale, antropologica e naturale eletta, non a caso, patrimonio immateriale dell'Unesco".(Segue)