Faremo crescere il Paese senza mettere nuove tasse, dice Gualtieri

alberto ferrigolo

“È andata molto bene, perché abbiamo approvato tutto all'unanimità”. In un'intervista a Il Sole 24 Ore il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri si dimostra assai soddisfatto del risultato ottenuto nel cuore della notte con l'approvazione e il varo della legge finanziaria. E sulle polemiche emerse anche nel cuore dell'esecutivo nelle ultimissime ore, prima del licenziamento del provvedimento, il titolare del dicastero di via XX Settembre sostiene che “la discussione è fisiologica in un governo di coalizione” ma che alla fine i punti del programma di governo “sono diventati i capitoli di una manovra che oltre ad affrontare l'eredità del passato avvia con più ambizione del previsto le misure per la crescita”. E chiosa: “Senza l'elenco di nuove tasse che qualcuno temeva all'inizio”.

L'obiettivo della legge, secondo Gualtieri, “è di rimettere il Paese sulla strada della crescita, con meno debito, meno evasione e tasse più basse su lavoro e impresa”. Ma per ottenere ciò e partire “bisognava prima di tutto riportare l'Italia sulla carreggiata giusta come protagonista in Europa”. Anche perché per gestire il dopo quota 100, sottolinea il ministro “bisogna costruire un assetto più equo, flessibile ed equilibrato del sistema previdenziale”.

Tuttavia, rileva, un vantaggio c'è, perché “la scarsa adesione dei potenziali interessati al pensionamento anticipato continua a proiettare una spesa molto minore rispetto al previsto, e quindi ci è sembrato più opportuno seguire questo andamento, utilizzarlo per la definizione dei saldi e avviare nel frattempo un dialogo con le parti sociali”.

E così, pur non avendo abolito Quota 100, il ministro rivendica tuttavia una “discontinuità di merito”, che consiste nell'aver detto “no ai condoni” per mettere risorse su investimenti e cuneo fiscale invece che sulla flat tax. Poi, in merito all'accusa di aver introdotto nuove tasse, Gualtieri dice: “Capisco benissimo il ruolo dell'opposizione, ma va detto che in realtà gli interventi di questo tipo sono decisamente limitati sia nel numero sia nell'importo, e quasi sempre l'aumento fiscale è accompagnato da forme di incentivi in una logica di transizione verso la sostenibilità”.

E al quotidiano confindustriale che fa notare al ministro che anche sulla cedolare secca per gli affitti a canone calmierato, portata dal 10% al 12,5%, sono già partite le polemiche, Gualtieri ribatte che “anche questa misura va vista con più attenzione” perché “in realtà, l'aliquota del 10% era temporanea ed era destinata a risalire al 15%. Con il nostro intervento invece la rendiamo strutturale al 12,5%. A ben vedere quindi si tratta di una riduzione e non di un aumento di tasse” precisa. E in merito ai provvedimenti di detrazioni e deduzioni anche “in chiave retroattiva, il ministro dell'Economia spiega che “ci sarà una riduzione delle agevolazioni su alcune spese, ma in misura molto graduale e limitata ai redditi molto alti”.

E a Il Sole 24 Ore fa poi notare che nell'ambito della lotta all'evasione un ruolo chiave è affidato alla stretta sulle compensazioni, ma che in questo modo si rischia di colpire anche i contribuenti onesti che vedono un allungamento dei tempi prima di poter utilizzare una compensazione a cui hanno diritto, con effetti negativi sulla loro liquidità, il ministro risponde affermando che proprio “per evitare questo effetto abbiamo deciso di accantonare l'ipotesi più invasiva, che interveniva direttamente sui 730” e che anche l'altra misura, “che vale un miliardo” e chiede di utilizzare il credito di imposta solo dopo averlo indicato in dichiarazione, “per Gualtieri “affronta oggettivamente un problema reale, quello di un livello di abusi insostenibile che emerge chiaramente dai dati”. Per cui, dichiara, “ci potrà essere qualche difficoltà iniziale, ma a regime questa misura sarà metabolizzata dal sistema, come accaduto ad altri interventi del passato”.

In conclusione, per Gualtieri il succo della manovra consiste nel fatto che essa “cancella gli aumenti Iva del 2020 e riduce in modo significativo quelli previsti nel 2021 e 2022. Ma soprattutto non mette nuove clausole sugli anni successivi” specifica il ministro.