Farmaci, Comberiati (Teva): 'Sempre garantiti a milioni italiani durante pandemia'

webinfo@adnkronos.com
·2 minuto per la lettura

“Posso affermare con orgoglio che durante la pandemia i nostri impianti di produzione in Italia non hanno mai smesso di produrre farmaci, nel massimo rispetto delle regole. Teva, come leader di mercato dei farmaci equivalenti, aveva il dovere morale di garantire i medicinali a milioni di italiani e abbiamo vinto questa sfida attraverso un grande lavoro di squadra". Lo ha detto Umberto Comberiati, Business Unit Head di Teva Italia, intervenuto ad un simposio organizzato nell’ambito del congresso FarmacistaPiù.

"I milioni di farmaci che consegniamo settimanalmente nelle farmacie e negli ospedali sono sempre arrivati regolarmente", ha riferito ancora Comberiati. "In Italia abbiamo cinque siti di produzione di principi attivi, alcuni di questi in zone 'rosse', e avevamo una responsabilità non soltanto nei confronti del nostro paese ma anche verso il resto del mondo. Abbiamo fatto la nostra parte per garantire la continuità di rifornimento in un momento in cui, a causa dell’emergenza sanitaria, i picchi di domanda sono esponenziali. Credo che le aziende farmaceutiche in Italia abbiano risposto molto bene all’emergenza Covid-19, anche grazie al supporto della distribuzione intermedia".

"Teva - ha proseguito Comberiati - intende porsi come partner di medici, farmacisti e istituzioni per fare sistema. La nostra volontà infatti è quella di non far mancare mai il sostegno a 360° alla gestione sul territorio dei pazienti cronici".

In occasione del panel sul tema "Medicinali equivalenti: l’importanza socio-sanitaria e come il farmacista può essere fondamentale”, Comberiati ha inoltre evidenziato come secondo studi economici di enti terzi: “Teva in Italia ha contribuito ad un incremento di circa 2 miliardi di euro del Pil nell’ambito salute. Questo è stato possibile grazie al sistema integrato di cui facciamo parte, che è composto da industria, medici, farmacisti e istituzioni. Siamo un’azienda che fa ricerca e sviluppo anche sui farmaci equivalenti; si pensa sempre al valore dei farmaci e al costo del principio attivo ma bisognerebbe fare un discorso più ampio che comprenda il risparmio dello Stato sul lungo periodo. Un individuo che non si ammala contribuirà all’economia del paese e di conseguenza si abbasseranno i costi di ospedalizzazione".

"Nel 2018 - ha ricordato - Teva ha contribuito al risparmio di 776 milioni di euro per il Servizio sanitario nazionale e queste risorse sono state investite in innovazione. Dovremmo applicare questo metodo alla gestione delle cronicità. Il sistema sanitario italiano - ha concluso - è un bene prezioso per i cittadini, è un lusso e dobbiamo difenderlo. Bisogna considerare inoltre il valore del farmaco equivalente che contribuisce alla sostenibilità di questo bene e l’importanza del rapporto tra l’azienda e le professionalità sul territorio”.