Farmaci: Federanziani, medici si vergognino, a loro spetta dovere prescrizione

Roma, 31 lug. (Adnkronos Salute) - "I medici dovrebbero vergognarsi". E' la presa di posizione di Federanziani, la federazione delle associazioni degli 'over 65', che commenta il comportamento degli Ordini dei medici, della Fnomceo, della Fimmg, della Simg, della Fimp, dello Snami e di tutte le società scientifiche, sul decreto spending review e la norma sulla prescrizione del principio attivo. "Quanto accaduto o sta accadendo - sottolinea Federanziani in una nota - testimonia la presa di distanza dello Stato dal vostro operato: non godete della fiducia dei decisori politici".

"Noi pazienti - prosegue - ci aspettavamo uno scatto d’orgoglio, una difesa totale della vostra autonomia professionale, del vostro sapere. Trattandosi di salute, della nostra salute, spettava unicamente a voi la decisione di scegliere quale farmaco, quale principio attivo è meglio per le nostre patologie. Vedere la filiera del farmaco 'accapigliarsi' per non perdere posizione è più che legittimo in un libero mercato, costringendo così il legislatore a normare le pretese dei contendenti. Che sia equivalente, branded, unbranded è un dettaglio per noi pazienti, ma solo a voi spettava il dovere di prescrivere. Che fiducia possiamo nutrire in voi? Meglio il farmacista? Il chimico? Siamo delusi e amareggiati".

"Se non tirerete fuori le 'unghie' sarete coloro che permetteranno ad altri la distruzione dell’universalità del Servizio sanitario nazionale", continua Federanziani rivolgendosi ai medici e auspicando che abbiano "il coraggio di difendervi e di difendere tutti quei pazienti che ogni giorno incontrate, visitate e curate".

"L'efficacia della Tac spirale è confermata dagli studi precedenti - precisa Massimo Bellomi, direttore della Divisione di radiologia dello Ieo - inoltre non necessita di mezzi di contrasto e la quantità di radiazioni a cui si è soggetti è minima, minore di quella che si assorbe durante un volo Milano-New York. Associando i risultati di questo esame al test molecolare, ora possiamo arrivare ad individuare un percorso di diagnosi precoce personalizzato". L'idea è leggere in anticipo la 'firma' del carcinoma polmonare nel sangue e intervenire subito con strategie ad hoc.

"Stiamo studiando un intervento conservativo che, nel caso di piccoli tumori localizzati, ci consenta di asportare solo un segmento del lobo, risparmiando buona parte del polmone e i linfonodi", aggiunge Lorenzo Spaggiari, direttore della Divisione di chirurgia toracica. "In sostanza - semplifica l'esperto - quello che è successo nel caso della quadrantectomia rispetto alla mastectomia nella cura del tumore al seno", rivoluzionata a livello internazionale dallo stesso Veronesi che lanciò 30 anni fa l'intervento mininvasivo per salvare le donne da drammatiche 'mutilazioni'.

"Ma per vincere la nostra battaglia contro questo 'big killer' - conclude Spaggiari - abbiamo bisogno della partecipazione delle persone. Servono volontari che vogliano far parte dello studio e credano nel valore della prevenzione. Non si tratta di esami invasivi ed è previsto un consulto psicologico e pneumologico per aiutare i volontari a prendersi cura di sé e a smettere di fumare".

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