Farnesina, Norvegia indichi porto sicuro per Ocean Viking -2-

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Roma, 10 ago. (askanews) - "Le autorità italiane - si legge nella nota - non hanno in alcun momento assunto il coordinamento delle operazioni di soccorso che sono avvenute poche miglia al largo delle coste libiche, ben al di fuori della area Sar di responsabilità italiana". E chiarisce: "La nave è stata impegnata nei giorni scorsi in un'attivita' sistematica di perlustrazione e attualmente risulta proseguire la navigazione in zona, con intenti non genuinamente ispirati a quelle definiti dalle Convenzioni internazionali in materia di soccorso in mare e non in linea con lo spirito delle norme europee e italiane in materia di sicurezza e controllo delle frontiere e di contrasto all'immigrazione illegale".

"Alla luce di quanto descritto", specifica la nota, "non può in alcun modo essere attribuita alle autorità italiane la responsabilità dell'individuazione del porto di sbarco dei naufraghi soccorsi dalla nave Ocean Viking e comunque l'ingresso nelle acque territoriali italiane sarebbe considerato pregiudizievole al buon ordine e alla sicurezza dello Stato, così come previsto dal'articolo 19 della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare".

"Il Ministero degli Affari esteri, considerando in particolare le importanti capacità di ricezione della nave e delle attrezzature medico sanitarie a bordo, ricorda come non sia accettabile ogni condotta di Organizzazioni non governative che considerano l'Italia l'unico porto possibile di sbarco e che, a questo scopo, sono pronte a esporre le persone a bordo a condizioni psicologiche di forte pressione in situazioni igienico-sanitarie suscettibili di rapido deterioramento".