Fascismo, Vauro: "Siamo a rischio"

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di Francesco Saita  

"L'ignoranza di Salvini è la sua forza, il suo è un messaggio micidiale: 'sono come voi, sono ignorante e voi rimanete ignoranti'". Intervistato dalla Adnkronos, il vignettista Vauro non nasconde i suoi timori per i rischi derivanti dalle posizioni sovraniste in Italia. "Il fascismo - sottolinea - si nutre di un conformismo ignorante e io vedo il rischio del fascismo, lo vedo endemico, è un virus sopito". E allora "qualsiasi governo va bene, basta che tenga fuori Salvini". 

Questo nuovo fascismo per Vauro equivale all'"assunzione di disvalori, come la mancanza di solidarietà, che loro chiamano buonismo, l'avversione alla cultura, l'attacco ai professoroni, ai radical chic, parole che dimostrano come ci sia addirittura un linguaggio costruito ad hoc". "Ci sono però anche anticorpi nella società, anche individuali, a volte che arrivano anche da schieramenti politici che non ti aspetti, come nel caso di Mara Carfagna", aggiunge il vignettista. "Forse un anticorpo nella società contro il fascismo c'è ancora, ma questo anticorpo va potenziato". 

"Ma una parte della politica sottovaluta la questione fascismo - si lamenta Vauro - e la riduce a folklore. Un'altra parte, invece, addirittura sdogana il fascismo, ne sdogana il linguaggio, ne sdogana i contenuti, l'intolleranza, una parte politica che ha la concezione della maggioranza uguale a quella di una clava", dice riferendosi alla Lega e alla destra italiana. 

"Qualsiasi governo senza dentro Salvini, è sempre meglio di un governo con Salvini. Questo governo poteva essere occasione per la politica di differenziarsi rispetto ai disvalori di questa destra, ma Conte la settimana prima era a braccetto con Salvini, e Di Maio addirittura sotto i piedi di Salvini", fa notare il vignettista. 

"ILARIA CUCCHI PORTI MATTEO SALVINI IN TRIBUNALE" - Le parole di Matteo Salvini, arrivate giovedì dopo la condanna dei militari per il pestaggio che ha portato alla morte di Stefano Cucchi, attacca Vauro, parlando con l'Adnkronos, "sono vergognose, spero che Ilaria Cucchi lo porti in tribunale". "Penso che è forse meno di un fascista, è un opportunista ignorante, che supplisce la carenza di intelligenza, empatia e sensibilità con il cinismo". "Le ultime parole sul caso Cucchi - accusa Vauro - sono dimostrazione del suo cinismo e della sua stupidità". "D'altronde ne aveva dette altre" di stupidaggini "sulla Segre che per lui porta i segni del nazismo e del comunismo, basterebbe leggesse Primo Levi, quando vede la cavalleria dell'armata rossa che viene a liberare Auschwitz".  

"SALVINI ANDAVA NEI CENTRI SOCIALI PER COMPRARE IL FUMO" - "Salvini non crede a un cazzo, a nulla, se non alla sua rincorsa del potere". Vauro, all'indomani del Paladozza e delle contromanifestazione di Bologna contro il leader della Lega Matteo Salvini, torna ad attaccare quello che definisce "un opportunista". "Se ci fosse un'onda stalinista - assicura il vignettista, più volte al centro di scontri verbali con Salvini - starebbe con i baffoni e la stella rossa in testa". "Comunista padano? Un'altra presa per il culo, quando andava ai centri sociali, andava per comprarsi il fumo, lo sanno tutti. A Milano se lo ricordano", aggiunge. Non c'è una dichiarazione che questo omuncolo offensivo non faccia contro non dico qualcuno, ma contro il buon senso". 

"PIAZZA MAGGIORE E' SOCIETA' CHE DICE NO A CONFORMISMO NEOFASCISTA" - "Ho visto le immagini di una piazza Maggiore gremita e sono molto contento" commenta Vauro all'Adnkronos a proposito delle immagini della manifestazione a Bologna contro Salvini di giovedì sera. "E' un segno finalmente di reazione collettiva, perché di reazioni individuali ce ne sono già state tante, non solo al rischio che l'Emilia possa cadere in mano leghista, ma un segno di riscossa rispetto all'imbarbarimento civile che il paese sta vivendo". "E' riuscita - spiega - perché parte dalla società civile, no dai partiti, tanto meno dal partito democatico". "Che il Pd ci metta il cappello va bene, ma provassero a riempirle le piazze, la bellezza di quella piazza dimostra che la società non si è rassegnata al conformismo neofascista", conclude Vauro.