Fase 2, ignorati 8 milioni di bambini

Graduali riaperture e ripresa delle attività nella cosiddetta “Fase 2”, ma 8 milioni di bambini italiani (e i loro genitori) restano ancora in “stand by”. Due mesi in casa, ripercussioni psicologiche ed emotive, e per i più piccoli i divieti sono ancora tanti: ai bambini è permesso uscire all’aria aperta, ma è ancora troppo presto per tornare a scuola; si può andare al parco, ma niente aree attrezzate per i giochi. Anche i genitori sono stati in parte dimenticati: in molti casi il lavoro è ripartito (anche senza smart-working), ma se mamma e papà lavorano e i nonni non ci sono, chi accudisce i bambini? Come impegnare il loro tempo in maniera costruttiva? Dov’è il loro “diritto al gioco e alla socialità”? Molte associazioni si sono mobilitate con petizioni e proteste per comunicare al governo che gli aiuti pensati finora, bonus babysitter e congedo prorogato, non sono sufficienti Se i contagi continueranno ad essere controllati i genitori che lavorano e i loro piccoli dovranno “resistere” fino a luglio quando riapriranno i centri estivi, ma attenzione: le fasce di età 0-3 sono comunque escluse dal servizio.