Fase 3, arcivescovo Torino: si sente fatica di futuro incerto

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Torino, 4 giu. (askanews) - "Stiamo lentamente ripartendo ma sentiamo tutta la fatica di un futuro che non riusciamo ancora a vedere con chiarezza". Lo ha scritto in una lettera aperta alle persone in difficolt e ai volontari, l'arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, riflettendo sulla fase post lockdown dell'emergenza Coronavirus.

"Non ci ancora possibile incontrarci in maniera ampia, ma il cuore non deve avere limiti e pu mettersi accanto a quello dell'altro", ha osservato Nosiglia rivolgendosi a chi senza una abitazione "ha fatto fatica a stare a casa".

"La strada sar un poco pi in salita ma ancora nelle vostre possibilit percorrerla e noi cercheremo di rimuovere le pietre che possono fare da inciampo", che poi ha rivolto il suo pensiero agli emarginati, ai richiedenti asilo, ai rom e ai sinti, ma anche da tante famiglie provate dalla crisi economica, dalla "disabilit, non autosufficienza che stanno cercando, con molta apprensione, di riprendere l'ordinariet della vita".

"Non vi sembra ancora possibile vedere luminoso il futuro ma nella vostra casa abita ancora il Signore e anche se non possiamo risolvere tutto cerchiamo di continuare a darvi quel piccolo sostegno che ci possibile e a condividere con voi quanto riceviamo", ha scrito Nosiglia.