Fase 3, Meloni: non voteremo a scatola chiusa, priorità lavoro

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Roma, 24 lug. (askanews) - L'accordo trovato a Bruxelles "non mi piace, comporta rischi enormi: sui tempi, sull'entità dei finanziamenti, sulla condizionalità" e, pertanto, "non voteremo nulla a scatola chiusa". Lo dice la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, che, in un'intervista al "Corriere della Sera", ricorda che "abbiamo già votato due volte per uno scostamento complessivo di 80 miliardi, senza essere consultati e con le nostre proposte buttate nel cestino. Abbiamo visto sprechi denaro per bonus ai monopattini e spese del tutto improduttive. Adesso basta. Poniamo condizioni". Per FdI "sono quattro i temi sui quali bisogna concentrarsi, con provvedimenti che noi mettiamo sul tavolo. Vedremo se saranno accolti - sottolinea - il tema cruciale è il sostegno all'occupazione. Quando finirà la cassa integrazione, che anche noi finora abbiamo sostenuto, rischiamo un'ecatombe occupazionale. Per questo la nostra proposta è concedere una premialità agli imprenditori che, pur potendo usufruire della Cig, non lo fanno: lo Stato riconosca il sacrificio, riconoscendo una riduzione del carico fiscale e contributivo pari all'80% di quanto sarebbe costata alle casse pubbliche la Cig di quella azienda". Secondo Meloni "si potrebbero ridurre del 50% i contributi a carico del datore di lavoro che abbia subito una perdita del fatturato di almeno il 25% nel primo semestre del 2020. Bisogna intervenire in ambito fiscale: non si possono pagare tasse su soldi non incassati. Chiediamo di rinviare le scadenze e ricalcolare i tributi sulla base dei fatturati del 2019 e del 2020 unificati. Si paga a giugno del 2021 sugli utili del biennio. Come fossero un unico anno fiscale". E ancora: "Il terzo punto è il sostegno diretto al tessuto produttivo: servono contributi a fondo perduto". Infine "il tema della povertà, dell'aiuto alle persone in difficoltà. Non possiamo continuare a dare il reddito di cittadinanza di 780 euro, spesso a falsi bisognosi, quando le pensioni di invalidità sono ferme a 280 euro, una cifra così ridicola da essere incostituzionale, come ha detto la Consulta". Il Governo "deve risponderci, nel merito - conclude - oppure lo scostamento se lo votano da soli. Non vogliano essere corresponsabili dei loro errori".

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