Fase 3: Openjobmetis, imprenditori italiani hanno voglia di riprendersi in fretta

Fase 3: Openjobmetis, imprenditori italiani hanno voglia di riprendersi in fretta

Roma, 29 lug. (Labitalia) – "L’Istat ha recentemente comunicato che da inizio pandemia sono stati persi circa 500 mila posti di lavoro, con tre mesi consecutivi di cadute congiunturali, e che oltre un terzo delle imprese ha denunciato fattori economici ed organizzativi che mettono a rischio la sopravvivenza, rilevando un pericolo per la sostenibilità dell'attività da qui a fine anno. I segnali positivi però ci sono, gli imprenditori italiani hanno voglia di riprendersi in fretta, si stanno già rimboccando le maniche per tornare a produrre e per rilanciare le proprie imprese". Lo dice all'Adnkronos/Labitalia Rosario Rasizza, amministratore delegato di Openjobmetis.

"Hanno bisogno però – avverte – di sostegno da parte dello Stato, non di incentivi come si sente parlare in questi giorni che rischiano di drogare il mercato, ma di norme certe, chiare e che vadano incontro alle esigenze di flessibilità tipiche di una fase di rilancio". "La risposta finora – spiega – è stata nel proporre obblighi di allungamento dei contratti a tempo determinato e blocchi dei licenziamenti fino a data da destinarsi. Mi verrebbe anche da dire, potrebbero obbligare le aziende ad assumere e a non fallire".

In generale, "la strategia di questo governo sembra ancora ferma alla fase puramente emergenziale avviata subito dopo il diffondersi del Covid-19. Servono invece misure di rilancio concrete e politiche attive sul mondo del lavoro. Provvedimenti che creino e incoraggino il lavoro, anziché ostacolarlo". "Nel nostro piccolo – afferma Rasizza – abbiamo deciso di sostenere le pmi italiane, cuore pulsante del nostro Paese. Con l’operazione 'Il lavoro non si ferma' offriremo un sostegno alle imprese che, nel mese di agosto, potenzieranno la propria attività in ragione del rallentamento imposto dalla pandemia nei mesi primaverili: congeleremo il pagamento della loro fattura sino al prossimo anno". "In questo modo – assicura – i lavoratori assunti in somministrazione riceveranno, come sempre, il loro regolare stipendio, e l’azienda utilizzatrice potrà godere di una dilazione di pagamento certamente utile in questo periodo".

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