Fase3, all'assemblea soci Cfi il grido d'allarme delle cooperative

Red/Gtu

Roma, 12 giu. (askanews) - Un 2019 all'insegna della transizione e un 2020 carico di incertezze per il futuro, caratterizzato da un forte grido dall'allarme del mondo cooperativo. E' all'interno di questa cornice che si svolta l'assemblea dei soci di Cfi-Cooperazione Finanza Impresa, per la prima volta in videoconferenza nel rispetto delle misure anti-Covid. L'anno passato stato contrassegnato dal raggiungimento di alcuni importanti obiettivi, che "hanno permesso a CFI di rafforzarsi e assumere ancora di pi il ruolo di agenzia di sviluppo e promozione della cooperazione, aprendole nuove opportunit. La societ diventata cos un investitore istituzionale specializzato, in grado di gestire direttamente le risorse che il pubblico destina alla promozione dell'impresa mutualistica".

Il 2020 , infatti, un anno cruciale, anche e soprattutto per l'emergenza economica derivata da quella sanitaria per il Covid-19. Il mondo delle cooperative lancia un Sos. Il 72% delle cooperative, (fonte Swg-Legacoop), indica una sostanziale riduzione dell'attivit; 3 aziende su 4 la considerano quella attuale una crisi grave e di lunga durata con un profilo pi pessimista della media degli italiani. La met delle imprese afferma di aver riscontrato grandi difficolt nel pagare gli stipendi. Le maggiori criticit si riscontrano nel Sud Italia. I problemi principali emersi riguardano: la liquidit a breve termine, la riduzione di commesse e ordini e la difficolt nel mantenere costante l'offerta dei servizi. I settori pi colpiti sono il turismo, sociale, le costruzioni e il manifatturiero. Il 58% delle realt indica un'immediata necessit di cassa integrazione. Pi di un terzo delle imprese prevede una riduzione dell'organico. Un quadro, quindi, "a tinte fosche provocato principalmente dalla forte caduta della domanda estera, dei flussi turistici internazionali e della domanda interna, dei redditi e dei consumi delle famiglie".

Lo scenario in cui Cfi chiamato a operare quindi " profondamente cambiato rispetto a cinque mesi fa e ha imposto una completa revisione degli obiettivi". In questo contesto la Societ ha deciso di mettere in campo un grande piano di investimenti di 44 milioni di euro per dare ossigeno alle realt cooperative messe in ginocchio dalla crisi finanziaria. Un progetto che si svilupper in due fasi: nei mesi giugno-agosto saranno deliberati interventi per 24 milioni a sostegno di un primo gruppo di quaranta imprese. Nella seconda fase, da settembre a dicembre, previsto un secondo pacchetto di interventi per 20 milioni complessivi, destinato a sostenere progetti di riconversione produttiva e workers buyout, nella convinzione che il massimo degli sforzi debba essere fatto in questo secondo periodo per contenere gli effetti della crisi e contribuire a salvaguardare l'occupazione. Soprattutto le piccole e medie imprese, se non adeguatamente sostenute nella fase di ripartenza rischiano di vedere compromessa la continuit aziendale. CFI vede quindi la necessit di indirizzare velocemente e con modalit trasparenti risorse in contesti che permettano di ottenere rendimenti economici e sociali pi elevati.(Segue)