Fasoli (EUROfusion): nel 2050 in Europa primo reattore a fusione

Roma, 19 set. (askanews) - "A partire dalla firma di oggi l'Italia lancerà questo progetto (Divertor Tokamak Test, ndr) in maniera definitiva; dovrà essere responsabile del design, della costruzione di questi componenti e dell'assemblaggio del progetto. Dopo qualche anno il consorzio europeo EUROfusion interverrà per acquistare quella che è una delle componenti cruciali del progetto, la parte del cosiddetto 'divertore' nel quale si testerà una soluzione per la parte di 'scappamento' dell'energia dal centro del plasma, da questa piccola stella che noi confineremo e a questo punto diventerà un progetto anche europeo".

"La sperimentazione permetterà poi di decidere quale tipo di struttura avremo per il vero reattore a fusione che verrà costruito verso la metà del secolo dall'Europa, forse con altri partner mondiali o forse da sola. Grazie alla sperimentazione su DTT potremo costruire questo reattore sapendo che funzionerà, che potrà sostenere questi enormi carichi termici che una piccola stella andrà a produrre. Questi carichi di calore dovranno essere gestiti senza che ci siano danni alla struttura o influenze negative sul funzionamento e quindi sulla produzione di energia".

A tracciare la roadmap europea dell'energia da fusione è Ambrogio Fasoli, presidente di EUROfusion - il consorzio europeo per lo sviluppo dell'energia da fusione che conta 30 organizzazioni di ricerca e università di 26 Paesi europei più Svizzera, Ucraina e oltre 100 entità connesse (università e laboratori nazionali e diversi partner industriali) - intervenuto all'evento organizzato dall'Enea in occasione della firma dell'intesa con la Banca europea per gli investimenti per il finanziamento da 250 milioni di euro del progetto di frontiera Divertor Tokamak Test che l'Enea svilupperà a Frascati.