Fassino su rappresentanza italiani estero: serve sistema a rete

Red
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Roma, 9 feb. (askanews) - L'On. Piero Fassino, presidente commissione esteri della Camera, è intervenuto all'incontro del Cgie sul diritto rappresentanza degli italiani all'estero. Per Fassino un rischio di depotenziamento della rappresentanza degli italiani all'estero è concreto ma puo' essere contrastato. La scelta di ridurre gli eletti all'estero non è stata una "scelta felice", dice, ma la rappresentanza è un sistema complesso, a 'rete'. Migliorando l'integrazione e il rapporto tra Cgie, Comites, eletti all'estero, e con l'introduzione della Commissione Bicamerale sugli italiani nel mondo questo depotenziamento puo' essere evitato.

"Sappiamo tutti che nel mondo di oggi con la sua interdipendnza il rapporto tra le nostro comunità all'estero e l'Italia è molto più stretto di un tempo. Sino a trenta quaranta anni fa - ha detto Fassino - questo rapporto era più labile, ora con tecnologia e aumentata mobilità le comunità italiane che vivono all'estero hanno un rapporto col paese molto più diritti. Inoltre la loro composizione è cambiata. Oltre ai flussi migratori classici oggi abbiano tantissini nostri cittadini che stanno all'estero per un periodo, come studiosi, studenti, manager che comunque sono destinati a tornare. Tutto questo richiede che nell'organizzazione della rappresentanza si tenga conto di questa nuova situazione. Bisogna avere una rappresentanza che consenta di avere un rapporto più organico con il paese. Ma la rappresentanza è un tema complesso. Per rappresentanza doppiamo considerare un rapporto a rete: ci sono i parlamentari, i comites, il Cgie, e presto ci sarà la commissione bicamerale per gli italiani nel mondo. La rappresentanza va immaginata in questo modo, non dobbiamo pretendere che un unico modo di rappresentanza esaurisca tutto quel che c'è da fare. IL vero obbiettivo è far funzionare questo sistema a rete. E questo è tanto più vero alla luce della recente riforma elettorale. Anche io penso che la riduzione dei parlamentari eletti all'estero non sia stata una scelta felice. Ora bisogna colmare questo rischio di una rappresentanza depotenziata facendo funzionare contemporaneamente tutti gli altri istituti: è necessario una relazione forte tra comites e parlamentari eletti all'estero, stabilire un raccordo con quei parlamentari che esprimono il territorio entro cui il comites opera. L'altro aspetto con cui sopperire al taglio dei parlamentari è l'istituzione della commissione bicamerale, che sarà composta dai parlamentari eletti all'estero e da parlamentari eletti in Italia. In tal modo i parlamentari eletti in Italia non potranno sentirsi deresponsabilizzati sul tema delle politiche che devono essere fatte nei confronti degli italiani all'estero. E in questo contesto sono effettivamente fondamentali anche la riforma dei comites e del Cgie.