"Fate sesso e sarete sovrumani": così "il Diavolo" violentava gli adepti minorenni

- (Photo: getty)

“Fate sesso e sarete sovrumani”. Così l’universitario 23enne di Montemurlo (Prato) si rivolgeva ai giovanissimi adepti della setta da lui creata, incutendo timore e costringendoli ad avere rapporti sessuali. Tra le vittime anche minorenni. Il giovane, arrestato ieri, di fronte ai ragazzi affermava di essere “il Diavolo” e raccontava che le pratiche sessuali sarebbero servite a superare “un blocco” e a ottenere poteri soprannaturali necessari a salvare il mondo.

Stando alla ricostruzione dell’Ansa, i riti si consumavano nei boschi e le violenze avrebbero coinvolto almeno 13 ragazzi, tra cui per ora sono stati individuati due minorenni, di 17 anni. Sullo studente, iscritto dal 2016 all’Università di Firenze, gravano accuse pesanti: riduzione in schiavitù, violenza sessuale e pornografia minorile. La setta sarebbe stata creata nel giro di un anno. L’Ansa afferma che, nel mese di febbraio, il 23enne era stato perquisito dopo la denuncia presentata dalla madre di due ragazzi e dall’Osservatorio nazionale abusi psicologici.

L’accusa iniziale ricostruiva abusi a quattro persone. Poi altre vittime hanno trovato il coraggio di farsi avanti e in poco tempo il loro numero è più che triplicato aggravando la posizione dell’universitario. Secondo gli investigatori della mobile e dello Sco, avrebbe persuaso gli adepti di averli scelti per salvare il mondo.

Per convincerli della sua sedicente superiorità e porli in uno stato di soggezione psicologica al fine di abusarne, avrebbe anche elaborato un rituale di “resurrezione”, inscenando uno strangolamento da parte di un sodale, al termine del quale si rialzava da terra fingendo di rimettersi a posto il collo. I suoi seguaci erano spesso giovani in condizioni di notevole fragilità psicologica, con problemi di isolamento, solitudine, talvolta depressione. Li aveva individuati con ricerca mirata, tramite passaparola in ambienti a lui vicini. ‘Agganciati’ e attirati in trappola, gli adepti erano costretti a sottostare ai riti con inganni e minacce di morte, verso loro stessi e verso i loro familiari.

In un caso, racconta l’Ansa, avrebbe convinto una ragazza ad avere un rapporto con lui dicendole che in caso contrario la sua sorellina di 7 anni e i suoi genitori avrebbero perso la vita. I riti prevedevano anche di sottoporsi a violenze fisiche, dalle dita negli occhi, inalazione del fumo di cristalli bruciati, detti ‘sangue di drago’, e morsi sulle braccia detti “del vampiro”: tutto sarebbe servito a recuperare i poteri delle entità nelle quali si erano incarnati in passato, “come vampiri e lupi mannari” affermava lui.

In alcuni casi le violenze avrebbero provocato nelle vittime la temporanea perdita dei sensi. Il “diavolo” asseriva anche di essere capace di trasformarsi (attraverso una pratica che chiamava “shifting”) in altre creature, impostando il timbro della voce. I seguaci erano anche costretti a inviargli foto di nudo. Le immagini, affermava il capo della setta, non venivano visualizzate da lui ma da ‘Hydra’, un’entità cibernetica presente nel suo telefono che però si attivava solo in presenza di una rete wi-fi. 

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