I fatti si sarebbero verificati all’interno di una comunità cooperativa per oltre quattro anni

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Carabinieri in azione
Carabinieri in azione

Maltrattamenti ai disabili di una comunità, sette misure cautelari per altrettante persone sono state messe in atto dai Carabinieri in una comunità dell’hinterlad milanese. Secondo una specifica linea di accusa che dovrà trovare il conforto procedurale di un dibattimento in quella cooperativa gestori ed operatori non agivano secondo regole di correttezza ed umanità. La comunità in questione dava ospitalità a nove pazienti adulti con disabilità psichiche accertate. Disabilità che in casi di estreme inciviltà sembrano incentivare cattiverie gratuite nei più disparati ambiti. E secondo la linea sostenuta dalla Procura della Repubblica di Milano gli indagati maltrattavano ripetutamente gli ospiti della residenza cui dovevano fornire assistenza.

Maltrattamenti ai disabili: vessazioni e violenze

Cosa vuol dire? Che li sottoponevano a continue vessazioni e violenze, protocollo criminale purtroppo non raro nelle cronache italiane. Poi che, secondo il fascicolo istruito contro di loro, questa condotta barbara perdurava dal 2017 fino ad oggi. Le indagini di polizia giudiziaria sul caso erano state prese in carico dai carabinieri di Busto Arsizio (Varese). I militari, coordinati dalla procura della Repubblica di Milano, avevano agito con rapidità ed efficienza. Fino al punto da ottenere dal magistrato l’applicazione degli arresti domiciliari per i due gestori.

Le vittime ricollocate in altra sede

E i cinque operatori che lavoravano nella struttura non erano certo usciti immuni: per due di loro è scattato l’obbligo di dimora nel Comune di residenza e per altri tre è scattata la sospensione per sei mesi dell’attività di educatore socio assistenziale. I carabinieri hanno poi provveduto alla ricollocazione di tutte le vittime in una struttura idonea. Lo hanno fatto con l’ausilio della locale Ats, che ha individuato un sito in cui riceveranno la dovuta assistenza e le cure del caso.