Fatture false, chiesti 1 anno e 9 mesi per i genitori di Renzi

Fatture false, chiesti 1 anno e 9 mesi per i genitori di Renzi (Photo by Carlo BRESSAN / AFP) (Photo credit should read CARLO BRESSAN/AFP/Getty Images)

Per Tiziano Renzi e Laura Bovoli, i genitori di Matteo Renzi, il pm Christine Von Borries chiede un anno e nove mesi di reclusione. I due sono imputati per presunte false fatture. I fatti risalgono al 2015, quando l’imprenditore Luigi Dagostino - che rischia due anni e tre mesi - era amministratore delegato di Tramor, società di gestione dell'outlet The Mall di Leccio di Reggello (Firenze), e avrebbe incaricato le società Party ed Eventi 6, entrambe facenti capo ai Renzi, di studi di fattibilità per lavori.

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Quali sono le accuse

Sono due le presunte fatture false, che secondo l'accusa non corrisponderebbero a prestazioni realmente effettuate: una da 20mila e l'altra da 140mila euro più Iva. Quest’ultima, secondo la procura, sarebbe per consulenze pagate ma non realizzate.

Un consulente tecnico citato dalla difesa, il commercialista Francesco Mancini, in Aula aveva dichiarato che le due fatture oggetto del processo furono regolarmente contabilizzate e non provocarono alcun danno all'Erario. Dagostino, inoltre, aveva detto di non aver emesso "nessuna fattura falsa" e di non aver "truffato nessuno", sostenendo di essere rimasto perplesso per l'importo delle fatture ma di aver "subito la sudditanza psicologica" per il fatto che "i coniugi Renzi erano i genitori del presidente del Consiglio" e quindi "ho ritenuto di non contestarle".

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La difesa dei Renzi

L'avvocato Federico Bagattini, legale aveva replicato affermando che "se avesse ritenuto quelle fatture troppo alte per il lavoro svolto avrebbe dovuto non pagarle". Infatti, il padre e la madre di Matteo Renzi avevano scelto di non presentarsi in aula e hanno depositato due memorie scritte. Nelle memorie difensive "i coniugi Renzi - secondo Bagattini - hanno sostenuto che le due fatture sono assolutamente vere, relative a prestazioni effettivamente eseguite, e che tutte le tasse e le imposte relative a questa fatturazione sono state regolarmente versate".

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Tiziano Renzi e Laura Bovoli, accusati di bancarotta fraudolenta e false fatture, a febbraio erano finiti agli arresti domiciliari nell'ambito di un'altra inchiesta della procura fiorentina sul fallimento di alcune cooperative che facevano capo a loro. Misura poi revocata l'8 marzo dal tribunale del Riesame.