Fatture false, condannati i genitori di Matteo Renzi

Matteo Renzi (REUTERS/Alberto Lingria)

Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori dell'ex premier Matteo Renzi, sono stati condannati a un anno e nove mesi di reclusione dal giudice di Firenze Fabio Gugliotta al processo per due fatture false che li vedeva imputati insieme all'imprenditore Luigi Dagostino. Quest'ultimo è stato a sua volta condannato a due anni di reclusione.

Accolta quindi la richieste del pm Christine von Borries che nella requisitoria odierna aveva chiesto una condanna a un anno e nove mesi per i genitori dell’ex segretario del Pd.

I fatti risalgono al 2015 quando l'imprenditore Luigi Dagostino era amministratore delegato di Tramor, società di gestione dell'outlet The Mall di Leccio di Reggello (Firenze). Dagostino avrebbe incaricato le società Party ed Eventi 6, entrambe facenti capo alla famiglia Renzi, di studi di fattibilità per lavori.

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Quali sono le accuse

Sono due le presunte fatture false, che secondo l'accusa non corrisponderebbero a prestazioni realmente effettuate: una da 20mila e l'altra da 140mila euro più Iva. Quest’ultima, secondo la procura, sarebbe per consulenze pagate ma non realizzate.

Un consulente tecnico citato dalla difesa, il commercialista Francesco Mancini, in Aula aveva dichiarato che le due fatture oggetto del processo furono regolarmente contabilizzate e non provocarono alcun danno all'Erario. Dagostino, inoltre, aveva detto di non aver emesso "nessuna fattura falsa" e di non aver "truffato nessuno", sostenendo di essere rimasto perplesso per l'importo delle fatture ma di aver "subito la sudditanza psicologica" per il fatto che "i coniugi Renzi erano i genitori del presidente del Consiglio" e quindi "ho ritenuto di non contestarle".

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La difesa dei Renzi

L'avvocato Federico Bagattini, legale aveva replicato affermando che "se avesse ritenuto quelle fatture troppo alte per il lavoro svolto avrebbe dovuto non pagarle". Infatti, il padre e la madre di Matteo Renzi avevano scelto di non presentarsi in aula e hanno depositato due memorie scritte. Nelle memorie difensive "i coniugi Renzi - secondo Bagattini - hanno sostenuto che le due fatture sono assolutamente vere, relative a prestazioni effettivamente eseguite, e che tutte le tasse e le imposte relative a questa fatturazione sono state regolarmente versate".

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Tiziano Renzi e Laura Bovoli, accusati di bancarotta fraudolenta e false fatture, a febbraio erano finiti agli arresti domiciliari nell'ambito di un'altra inchiesta della procura fiorentina sul fallimento di alcune cooperative che facevano capo a loro. Misura poi revocata l'8 marzo dal tribunale del Riesame.