Favero (Pd): in Veneto crisi idrica senza precedenti

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Roma, 16 giu. (askanews) - "Lo abbiamo denunciato alla fine di un inverno senza pioggia e neve e più volte nelle scorse settimane: la Regione del Veneto non può assistere immobile alla peggiore siccità degli ultimi 70 anni. Anche a dichiarare lo stato di emergenza se necessario. I fiumi principali del nostro territorio sono ridotti a rigagnoli: Po, Piave, Brenta e Adige in una situazione di calo di portata eloquente e gravissima. Gli effetti di questa grande sete sono immediatamente visibili e le conseguenze si osserveranno a distanza di mesi. Per questo, anche con il razionamento, si stima una perdita tra il 50% e il 100% dei raccolti tradizionali per l'agricoltura veneta e bisogna già oggi lavorare per le riserve del prossimo autunno. La Regione Veneto deve, senza altri ritardi, fare i conti con una sfida epocale e sempre più frequente promuovendo politiche efficaci per garantire questa risorsa vitale. Le nostre proposte ci sono: nuovi invasi, lotta agli sprechi e alle perdite degli acquedotti, verifica del reticolo irriguo e della salute dei corpi idrici, un piano per l'irrigazione regionale con tecniche innovative e di precisione come la pluvi-irrigazione, riutilizzo dell'acqua per usi non civili, campagne informative ai cittadini. Le risorse economiche - anche europee - non mancano. Da ultimo, si pensi a Marghera con la prevista Hydrogen Valley come un asset importante della strategia energetica nazionale, su cui peraltro ha mancato l'occasione dei fondi PNRR. Una sede naturale per lo sviluppo su scala industriale delle applicazioni legate all'idrogeno e quindi un polo dell'acqua legato proprio alla sua salvaguardia".

Lo dichiara Matteo Favero, responsabile Forum Ambiente e Infrastrutture del PD Veneto.

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