Favoriti i titoli ciclici e value, ma la tecnologia resta al centro della transizione

Leo Campagna
·5 minuto per la lettura
Favoriti i titoli ciclici e value, ma la tecnologia resta al centro della transizione
Favoriti i titoli ciclici e value, ma la tecnologia resta al centro della transizione

L’era digitale è iniziata nel segno del cloud ma non tutti i titoli tecnologici sono uguali. La crescita è il primo motivo per puntare sulle A-share cinesi mentre titoli ciclici, value e bancari hanno valutazioni interessanti

FAVORITI I TITOLI CICLICI E VALUE

Azioni ancora favorite nel 2021 grazie a una crescita economica che potrebbe essere più robusta del previsto. Nell’articolo Goldman Sachs Asset Management: “2021 favorevole per l’azionario” Davide Andaloro, CFA, Executive Director e Senior Market e Portfolio Strategist di Goldman Sachs Asset Management (GSAM), mette in evidenza la preferenza della casa di gestione per l’azionario nell’asset allocation. Una scelta che proviene dall’ottimismo per la crescita nel 2021, non solo per il PIL globale, ma anche per gli utili. Secondo l’esperto, infatti, dopo la frenata del 2020, gli utili aziendali torneranno a crescere per riguadagnare terreno rispetto ai prezzi delle azioni. Inoltre, il dato sul PIL sembra essere più incoraggiante e GSAM ha rivisto al rialzo le stime precedenti per il 2021: +7% per gli USA (rispetto a un consensus pari a +3,8%), +2,9% per il Giappone (+2,5%) e +5,4% per l’area Euro (+5,2%). “Potremmo assistere alla più importante crescita globale sincronizzata degli ultimi anni”, ha sottolineato Andaloro. “Se questo contesto di crescita robusta dovesse persistere, è probabile che i rendimenti obbligazionari aumentino. Nel breve periodo, una crescita più̀ solida unita a curve di rendimento più ripide dovrebbe favorire i titoli ciclici e value, ma se dovesse riemergere il timore di una stagnazione strutturale, gli investitori potrebbero tornare a preferire le società difensive con buone capacità di generare liquidità e bilanci solidi”, ha spiegato Davide Andaloro.

PREFERENZA AI TITOLI ASSICURATIVI E BANCARI

A livello settoriale, la preferenza di Lemanik va ai titoli assicurativi e bancari. Le banche più piccole hanno un beta più elevato, quindi una possibilità di avere una rivalutazione più importante trattando multipli più contenuti rispetto alle banche più grandi. Resta poi l’interesse per i titoli ciclici, come il settore auto, che sta tornando a essere investibile, e le materie prime. Mentre per quanto riguarda la componente Esg (Environmental, social e governance), il focus, come si legge nell’articolo Titoli bancari italiani ancora a sconto fino al 25%: per gli analisti sono un’occasione è soprattutto su equity stories interessanti nel settore delle rinnovabili e della transizione ecologica.

LA CRESCITA PRIMO MOTIVO PER INVESTIRE NELLE A-SHARE CINESI

Fino a poco tempo fa, il mercato onshore cinese era difficilmente accessibile dagli investitori globali, ma negli ultimi anni ha beneficiato di una considerevole apertura e liberalizzazione, e ora i fornitori di indici stanno gradualmente introducendo le A-share cinesi nei propri benchmark globali. Perché investire in Cina? Per Nicholas Yeo, Responsabile azionario Cina, Aberdeen Standard Investments, come spiega nell’articolo Azioni cinesi di Classe A, perché sono un’occasione da non mancare, è semplicemente “la crescita”. L’economia cinese è sempre più autosufficiente, trainata da fattori endogeni come i consumi interni, mentre i mercati dei capitali hanno continuato a funzionare relativamente bene lo scorso anno, nonostante la pandemia e le tensioni geopolitiche. Il turismo ha registrato un rimbalzo, i consumi interni di fascia più alta stanno recuperando terreno e la ripartenza economica offre agli investitori maggiore chiarezza sulle prospettive di utile delle aziende cinesi.

NON TUTTI I TITOLI TECNOLOGICI SONO UGUALI

Nel complesso, Chul Chang, Portfolio Manager di Vontobel Asset Management, non pensa che gli investitori nel settore tecnologico statunitense debbano essere eccessivamente preoccupati. “Possiamo essere d’accordo sul fatto che il mercato sia caratterizzato da un certo livello sopravvalutazione e l’industria dei software è un caso esemplare: le valutazioni di alcune compagnie del settore richiede infatti un raddoppio delle entrate per ogni anno nei prossimi anni. Ma non tutti i titoli tecnologici sono uguali. E alcune valutazioni sono giustificate, mentre altre no. Gli investitori devono basarsi sui fondamentali per appurare cosa stiano comprando e a quanto lo stiano pagando”, puntualizza nell’articolo Anche nei titoli tecnologici Usa occorre essere disciplinati e selettivi Chang. La chiave, conclude il Portfolio Manager di Vontobel Asset Management, consiste nell’identificare le aziende che possono creare la propria crescita e beneficiare dei cambiamenti secolari. Occorre restare concentrati nella ricerca di compagnie in grado di crescere a lungo termine, approfondendo i fondamentali e cercando un potere di profitto prevedibile e sostenibile che possa ricompensare gli investitori.

CLOUD AL CENTRO DELLA TRANSIZIONE

Il 2021 appena iniziato potrebbe essere l’inizio della fine di una crisi senza precedenti, nel segno di una nuova era digitale appena iniziata. Lo sottolinea Mark Hawtin, Investment Director e gestore del GAM Star Disruptive Growth di GAM Investments, nell’articolo L’era digitale è iniziata nel segno del cloud secondo cui i lockdown hanno imposto alle aziende cambiamenti di enorme portata in pochissimo tempo, dando vita al più grande beta test del lavoro da remoto. Le imprese che non avevano inserito la digitalizzazione tra le priorità si sono rese improvvisamente conto che doveva diventare una componente fondamentale per sopravvivere in futuro. Al fulcro di queste tematiche, secondo l’esperto di GAM, c’è il cloud, senza il quale lavoro remoto e capacità di ampliare rapidamente i sistemi non sarebbe stato possibile. Per questo, secondo Hawtin, la domanda di applicazioni e strumenti basati sul cloud è destinata ad aumentare e guardando al 2021 si può già intravedere che siamo “all’inizio della fine” della crisi. D’altra parte, alcune delle aziende più trascurate nel 2020 presentano buone opportunità quando verranno eliminate le restrizioni, come quelle attive nell’industria dei viaggi, dove esiste una forte domanda repressa, che rappresenta un’opportunità per gli investitori, anche se la ripresa sarà lunga e lenta, e i ricavi non torneranno ai livelli del 2019 per diversi anni.

I BIG OIL AVRANNO ANCORA UN RUOLO CHIAVE

Infine, Aberdeen Standard Investments ritiene che come per tutti gli investimenti, anche petrolio e gas presentano rischi e opportunità e le major petrolifere non fanno eccezione. Escluderle sarebbe un errore, perché molte stanno lavorando a reti di ricarica per veicoli elettrici, costruendo capacità solare e sviluppando le più innovative tecnologie di riciclo di materie plastiche. Se si intende puntare sulle energie rinnovabili e l’energia a basso impatto di carbonio, sottolinea Aberdeen nell’articolo I colossi del petrolio possono aiutare a salvare il pianeta: ecco come, queste aziende sono probabilmente destinate ad avere un ruolo chiave.