Favorivano l’ingresso di clandestini in Italia: 10 arresti

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 23 feb. (askanews) - La banda dei documenti fasulli per entrare in Italia. Dei soldi fatti passare attraverso le frontiere grazie a metodi antiche come l'hawala. E' questo l'ambito d'indagine che ha portato all'emissione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 10 persone, tra cui quattro egiziani e due libanesi. Il provvedimento giudiziario è del gip di Roma su richiesta della Direzione distrettuale antimafia della Capitale. Gli accertamenti sono partiti da alcune verifiche della Digos di Frosinone.

I reati contestati sono connessi al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina "anche attraverso il procacciamento e la falsificazione di documenti", si sottolinea. L'indagine è iniziata - si aggiunge - da un procedimento della Procura di Cassino che riguardava il sequestro di un'ingente somma di denaro in valuta contraffatta, trasportata da 4 cittadini curdo-iracheni, tutti residenti in Paesi Schengen.

Le investigazioni, che sono state supportate dal Servizio per il Contrasto dell'Estremismo e del Terrorismo Esterno della D.C.P.P./U.C.I.G.O.S. - si sottolinea - hanno consentito di individuare un'ampia organizzazione a carattere transnazionale attiva nel favorire l'ingresso illegale di immigrati ai quali veniva richiesto il versamento di denaro.

I 'clandestini' erano in gran parte originari del Medio Oriente. Arrivavano in area Schengen sia dalla Grecia che attraverso le frontiere di Bari, Roma, Venezia e Pisa. Dopo una temporanea permanenza in alcune abitazioni situate nella capitale, gli stranieri, muniti di documenti contraffatti, proseguivano per i Paesi del nord Europa.

(Segue)