FdI, legale Jonghi Lavarini: "Da filmati emerge reato impossibile"

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"Con estrema, enorme, cautela dico che per quanto riguarda l'oggetto di questi filmati a mio avviso ci si trova di fronte a una fattispecie penale che si chiama reato impossibile, cioè quello che non si può commettere perché manca l'oggetto. Se io deciso di fare una rapina in banca ma la banca non esiste il reato è impossibile, ci sono delle sentenze anche in tema di corruzione che dicono che non ci può essere corruzione se non c'è materialmente un atto corruttivo". Lo afferma all'Adnkronos Adriano Bazzoni, difensore di Roberto Jonghi Lavarini indagato per riciclaggio e finanziamento illecito ai partiti per l'inchiesta video di Fanpage. L'indagato, sottolinea il difensore, "ovviamente non sta bene, ma più che altro per la propria famiglia perché sa di aver messo moglie e figlie in una situazione di estrema tensione. Per se stesso dal punto di vista giudiziario non mi trasmette alcuna preoccupazione".

"Questa vicenda per quello che è visibile dai filmati si colloca in questo alveo, cioè del reato impossibile. Quale era l'obiettivo del giornalista? Era quello di dimostrare che determinati soggetti erano disponibili, sensibili, a questo tipo di proposta, ma era pacifico che il giornalista non disponesse di somme per fare un illecito finanziamento del partito o tantomeno per ispirare un riciclaggio, anche perché il riciclaggio presuppone il denaro e che quel danaro provenga da un reato".

"Convengo sull'opportunità che la magistratura, che i pm stiano facendo i dovuti accertamenti. Ho molta fiducia nell'operato dei due pubblici ministeri che stimo". Quanto alla posizione del giornalista che si è finto un uomo d'affari pronto a investire denaro per sostenere alcuni esponenti di destra, il legale non si pronuncia, ma aggiunge: "Sono sicuro che se i pm dovessero ravvisare una fattispecie penalmente rilevante sicuramente procederebbero".

Roberto Jonghi Lavarini, il “Barone nero” raccontato dall’inchiesta di Fanpage contro Fratelli d'Italia “La Lobby nera” , avrebbe minacciato il giornalista di Fanpage sotto copertura, Salvatore Garzillo, scrivendogli vari messaggi su Whatsapp. Ne dà notizia lo stesso Fanpage nel proprio sito dove si riportano alcuni messaggi che - a detta di Fanpage - Jonghi Lavarini ha inviato al giornalista: "Devi lasciare Milano, vi ho pedinati, dammi una spiegazione entro un'ora o ti vengo a cercare".

Sempre dal sito di Fanpage si apprende che questi messaggi sono stati inviati da Roberto Jonghi Lavarini dopo aver aperto la valigia in cui credeva ci fossero i soldi in nero, dei quali lui rappresentava il tramite con importanti esponenti dei partiti di destra. L'episodio della consegna della valigetta è contenuto nella seconda puntata di Lobby Nera, incentrata sui legami del partito di Matteo Salvini e le organizzazioni di estrema destra.

"I vostri uomini attori sono stati a loro volta pedinati e filmati, come la targa del tuo amico" ha scritto ancora Jonghi Lavarini riferendosi agli altri giornalisti di Fanpage.it che erano comparsi di sfuggita negli ultimi incontri.

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