Fedeli (Pd): su pagina Salvini si possono insultare le donne

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Roma, 20 lug. (askanews) - "Nei confronti di Maria Elena Boschi non basta esprimere solidarietà. Al suo fianco, e alle tante troppe donne bersaglio di insulti sessisti gravissimi, intollerabili, inaccettabili, dobbiamo tutte e tutti, donne e uomini, reagire insieme. Non stare in silenzio. Non rimanere indifferenti. Non rassegnarsi mai all'idea che la dignità di una persona possa essere calpestate, offesa, vituperata da chiunque disponga di una tastiera e di un collegamento a internet". Lo dichiara la senatrice Pd e capogruppo in commissione diritti umani Valeria Fedeli.

"Maria Elena ha osato mettere la sua come prima firma per chiedere la sfiducia del ministro Salvini. Questa la sua colpa agli occhi degli spargitori d'odio a pieni byte che il ministro Salvini sa bene come attivare: basta una foto e un breve testo per innescare un profluvio irrefrenabile di violenza fatta di offese, minacce, insinuazioni. Di tutto quest'odio Salvini è il mandante. Se così non fosse ci chiediamo cosa aspetti a rimuovere, bannare, bloccare, condannare gli irripetibili commenti apparsi contro la Boschi sulla sua pagina. Pagina dove si può scrivere che una sua avversaria politica ha fatto carriera in un certo modo ma non è ammesso parlare dei 49 milioni sottratti dalla Lega alle cittadine e ai cittadini italiani. Tutto ciò è molto pericoloso e va fermato. C'è in gioco non solo la dignità personale di una donna - conclude Fedeli - ma la salvaguardia stessa della convivenza civile e democratica, fuori e dentro la rete, di un intero Paese".