Federfarma: "Farmacie fanno due terzi dei tamponi. Prevediamo un boom, siamo pronti"

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(Photo: Matteo Nardone via ZUMAPRESS.com / AGF)
(Photo: Matteo Nardone via ZUMAPRESS.com / AGF)

Il D-day è il 15 ottobre. Data in cui entrerà in vigore l’obbligo di esibire il Green Pass nei luoghi di lavoro, pubblici e privati. Giorno in cui circa 4/5 milioni di lavoratori non ancora vaccinati, saranno costretti a ricorrere al tampone obbligatorio, valido 48 ore, per accedere nei posti a loro deputati, altrimenti verranno considerati “assenti ingiustificati”. Secondo una stima del Gimbe, si prevede un ricorso a circa 14-15 milioni di test antigenici rapidi a settimana che, sostiene il presidente Cartabellotta, “non sarebbe proprio fattibile, perché non abbiamo questa capacità produttiva”.

A questo si aggiunga che, con ogni probabilità, saranno molte le persone che decideranno di fare il tampone nelle farmacie, luogo che per prossimità e comodità è lo sbocco naturale per questo servizio al cittadino. Non è un azzardo, dunque, ipotizzare alla vigilia del 15 ottobre, grosse file agli ambulatori organizzati dalla rete di farmacie sul territorio, con il rischio di un vero e proprio intasamento del servizio. Sono pronte a questo sforzo? Secondo quanto ci ha detto il Dottor Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma e presidente del PGEU, pare di sì: “Stiamo cercando di mettere appunto un ulteriore sforzo per rispondere in maniera chiara all’emergenza sanitaria come ci chiedono il Governo e il Generale Figliuolo”. Il dottor Tobia, tuttavia, non nasconde il fatto che questo “richiederà un impegno maggiore che le farmacie si stanno preparando a portare a termine grazie a una maggiore organizzazione, a uno sforzo suppletivo anche in termini di risorse umane, per rispondere alle esigenze di un numero di tamponi che sarà sicuramente più alto rispetto a quello che abbiamo fatto fino ad adesso”.

Non è un mistero, infatti, che ad oggi in Italia circa i 2/3 dei test antigenici rapidi vengono svolti nelle farmacie private convenzionate e che ad aderire a questa iniziativa sono ad oggi circa 9000 farmacie, su un totale di 19 mila: “E’ chiaro che il numero delle richieste aumenterà, anche se non so prevedere di quanto”, ci spiega il segretario nazionale di Federfarma. “Come appare evidente che con ogni probabilità aumenterà anche il numero delle farmacie che garantiranno questo servizio. Ci sono farmacie che per motivi oggettivi non possono farlo, ma altre che non si erano attrezzate prima, ma che adesso hanno deciso di dare una mano al sistema e ai cittadini che devono ottenere il Green Pass. Immagino che altre strutture sanitarie si comporteranno alla stessa maniera per supportare il Governo come facciamo noi”.

C’è da dire, infatti, che l’impegno profuso dalle farmacie durante l’emergenza Covid è stato davvero straordinario. In questi presidi, infatti, oltre a fare tamponi antigienici rapidi e ad aiutare i cittadini con più difficoltà digitali a prenotare il vaccino prima e a richiedere il Green Pass dopo, quasi dall’inizio si sono effettuate anche vaccinazioni Anticovid. E non è tutto: “Ora sarà possibile effettuare nelle farmacie anche il vaccino antinfluenzale, secondo un decreto del Ministero della Salute emanato nei giorni scorsi. Perciò si procederà alla somministrazione di entrambi i sieri: anticovid e antinfluenzale”, ci spiega il Dottor Tobia. “L’ottica, infatti, come sanitari, è quella di convincere i cittadini titubanti a vaccinarsi: l’obiettivo resta quello, non quello di fare tamponi”. Insomma, la rete di farmacie deputate si prepara a uno sforzo davvero enorme. Riuscirà a reggere l’urto di circa 15 milioni di tamponi a settimana, oltre a garantire tutti gli altri servizi al cittadino?

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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