Federico Faggin, genio italiano padre del primo microprocessore: nel 2002 il libro Adnkronos

(Adnkronos) - Non Bill Gates né Steve Jobs, ma è uno scienziato e fisico italiano il padre del primo microprocessore del mondo, il mitico Intel 4004. Federico Faggin, classe 1941 e volato negli Usa nel lontano 1968 alla volta della Silicon Valley, ha ricevuto oggi il Premio Apollodoro al 'Roma Innovation Hub' mentre domani presenterà al Festival della Letteratura di Mantova il suo ultimo libro, "Irriducibile. La coscienza, la vita. I computer e la nostra natura", edito da Mondadori. Proprio su di lui, nel 2002, il professor Angelo Gallippi scrisse, edito da Adnkronos Libri, il libro: "Faggin. Il padre del Chip intelligente". "E' un libro coerente con i documenti e il mio pensiero. Lo apprezzai molto e ho sempre avuto grande stima del lavoro che ha fatto l'autore", commenta Faggin ricordando la campagna dell'Adnkronos per insignirlo del premio Nobel. "Non è compito mio nominarmi - si schermisce - ma mi ha fatto piacere sentire l'affetto delle persone e vedere che in tanti hanno capito l'importanza della tecnologia".

E sul suo ultimo libro racconta: "E' un libro che rovescia la concezione che abbiamo della realtà. Secondo la concezione materialista la coscienza viene dopo la materia, mentre io dico l'opposto: è la coscienza che ha creato la materia incosciente. Non è possibile creare il più dal meno".

"La coscienza - aggiunge all'Adnkronos - è quella che ci permette di conoscere e comprendere ed è una proprietà non algoritmica della natura. Il libro fa appello al buon senso e fa capire che la coscienza viene prima della materia".

"Nel campo dei semiconduttori - dice Faggin - l'Italia si è difesa bene rispetto al resto dell'Europa: la vecchia SGS Microelettronica, dove ho lavorato anche io nel 1967 e nel '68, era una delle migliori realtà d'Europa che poi si è fusa con la Thomson Semiconducteurs dando vita alla STMicroelectronics. Parliamo di una realtà internazionale tra le migliori al mondo che è nata dal genio italiano. Insomma, non buttiamoci troppo giù come italiani. Il nostro Paese, in alcuni campi, come la ricerca della fisica teorica, è molto ben rappresentata e quotata nel mondo. Non bisogna mai generalizzare".

Secondo il fondatore della 'Federico & Elvia Faggin Foundation', "Il problema più grande nel campo della ricerca e dell'innovazione per chi sta in Italia è la difficoltà delle startup di trovare le risorse per avviare la propria attività e poter sviluppare le tecnologie. Questo, però, è un problema che c'è un po' in tutta Europa, non solo in Italia. La grande differenza è nei confronti degli Stati Uniti: lì, nella Silicon Valley, il valore di mercato di tutte le ditte di startup che sono partite negli ultimi 50 anni è di circa 17mila miliardi di dollari. Se pensiamo che le tutte le ditte sulla Borsa di Milano raggiungono un valore di circa 400 miliardi euro vediamo l'enorme differenza tra l'Europa e l'America. C'è una scala di potenza tecnologica - e di mercato - negli Stati Uniti straordinaria, nata da piccole ditte partite con un sogno in testa. Molte possibilità che sono concretizzabili in California qui in Italia non lo sono".

Per Faggin, però, le cause di questo gap non vanno addossate esclusivamente alla classe dirigente italiana: "Non tutto è responsabilità della politica - dice -, ma se la burocrazia di un Paese ostacola gli investimenti dei privati è un problema. Tranne alcuni settori, la ricerca non ha mai avuto un grande risalto nella visione politica della nostra classe di governo. Negli ultimi anni non ho visto grandi cambiamenti in questo senso né una diversa sensibilità sul tema da parte dei politici. Negli Stati Uniti c'è, invece, sempre stata attenzione su questo argomento: solo con Trump c'è stato un notevole disinteresse nei confronti della scienza e della tecnologia".

Nato a Vicenza nel 1941, Faggin si è laureato all'Università di Padova dove ha ricevuto il dottorato summa cum laude in fisica nel 1965. Dopo una breve esperienza lavorativa in Italia all'Olivetti, Faggin ha fatto come molti altri italiani le valige e si è trasferito presto negli Stati Uniti dove ha collaborato con la Fairchild Semiconductor nel laboratorio di ricerca di Palo Alto, California. Qui ha diretto lo sviluppo della tecnologia MOS silicon gate originale ed ha sviluppato il primo circuito integrato commerciale che utilizzava questa tecnologia nel 3708, multiplexer per logica di decodifica. Nel 1970, Faggin è passato alla Intel Corporation a Santa Clara, California, dove ha diretto la progettazione e lo sviluppo del primo microprocessore del mondo, il mitico 4004. Ma non solo. Il fisico vicentino ha realizzato anche altri tre circuiti integrati. Durante il suo periodo di lavoro all'Intel, Faggin ha dato vita, studiandone il progetto e l'architettura e coordinandone lo sviluppo, del primo microprocessore a 8 bit di alte prestazioni, l'8080, lanciato nel 1974.

Come direttore di dipartimento per lo sviluppo e la ricerca, Faggin ha diretto lo sviluppo di più di 25 circuiti integrati, compreso il 2102A, il primo RAM statico a 5 Volt e 1024 bit ad alte prestazioni. Era il 1974 e, alla fine quell'anno, il fisico italiano è stato co-fondatore della Zilog, Inc., a Campbell, California, di cui è stato presiedente e membro del consiglio di amministrazione fino alla fine del 1980. Proprio alla Zilog ha progettato l'architettura e diretto lo sviluppo del Z80 il microprocessore di maggior successo mai prodotto, ancora in produzione fino al 1995. Sotto la guida di Faggin, Zilog è stata al fronte della tecnologia dei microprocessori per molti anni.

Nel 1982 Faggin è stato il co-fondatore di Cygnet Technologies, Inc., di cui è stato presiedente e membro del consiglio di amministrazione fino al 1986. Alla Cygnet, Faggin ha ideato il Communication CoSystem, una periferica di personal computer intelligente per voce e dati. Come dire: nelle sue mani il computer ha iniziato a capire anche i comandi vocali. Poi nella vita del genio informatico veneto arriva la Synaptics, Inc., nel 1996, di cui è stato presiedente e membro del consiglio di amministrazione fino a ottobre 2004. Dal 2004 è amministratore delegato della Foveon, una compagnia che produce avanzati sensori di immagine per fotocamere digitali. E' presidente della 'Federico & Elvia Faggin Foundation', organizzazione dedicata allo studio scientifico della coscienza.