Federlazio: continua l'assenza di segnali di ripresa -4-

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Roma, 12 feb. (askanews) - Quanto alle aspettative e alle previsioni in crescita la percentuale di imprenditori che hanno una posizione più ottimistica (da 17,7% a 21%), mentre diminuisce quella dei "pessimisti" (da 82,3% a 79%), spiega Federlazio. Il focus specifico sulla internazionalizzazione delle Pmi del Lazio rimane perfettamente stabile al 63% la quota delle aziende che dichiarano di non operare sui mercati internazionali. Alla domanda sul perché l'azienda non operi sui mercati internazionali, il 36,1% dichiara che "la struttura aziendale non è attrezzata per affrontare i mercati esteri", mentre per il 56,9% la ragione è che "il mercato nazionale assorbe completamente la produzione". Dunque "trend fortemente negativo" - ha spiegato il presidente di Federlazio, Silvio Rossignoli. "Purtroppo parliamo di una tendenza costante ormai da alcuni semestri ed è preoccupante la continua assenza di segnali di ripresa. Piccoli segnali incoraggianti li troviamo solo sul tasso di crescita delle imprese nel Lazio, in crescita e migliore del dato nazionale, e sulle previsioni per il prossimo semestre. Si tratta ancora però di segnali troppo timidi per poterli considerare utili ad una prossima crescita economica". Per Rossignoli serve "uno scossone sulla nostra economia, che potrebbe arrivare da una sensibile riduzione della pressione fiscale o da un programma di grandi investimenti pubblici, sarà ben difficile che possano riaccendersi i motori dell'economia nazionale e regionale". "Oggi si ha un po' l'impressione che, nonostante gli encomiabili sforzi messi in campo dalla Regione Lazio con i bandi su energia pulita, digitalizzazione, internazionalizzazione, start up e via dicendo, non si riesca ugualmente ad innescare quella spinta verso lo sviluppo economico. In questo quadro generale il sistema imprenditoriale non può che mettere in campo strategie di piccolo cabotaggio, un po' attendiste, dove prima di rischiare si aspetta di vedere meglio cosa accadrà".