Fedez e 1 maggio, caso sbarca in Ue

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Dopo la bufera scoppiata in occasione del concerto del primo maggio, il caso Fedez arriva in Europa grazie a una interrogazione presentata al Parlamento Ue dall'eurodeputato 5 Stelle Dino Giarrusso. "Visto il tentativo di censurare la libertà espressiva di un artista italiano (Fedez) da parte del servizio pubblico nazionale, nello specifico della Rai per evitare che facesse riferimento a precise e non smentibili dichiarazioni di esponenti politici sul tema del rispetto di genere" - si legge nel testo dell'interrogazione visionato dall'Adnkronos - l'esponente pentastellato chiede: "Come può la CE garantire che il diritto alla libertà di espressione artistica di questo e qualunque altro artista venga rispettato secondo gli articoli della carta dei diritti dell'Unione Europea? Cosa può fare la CE per garantire che il condizionamento preventivo non sia più perpetrato, e che venga monitorato il sistema mediatico italiano tanto quanto quello di altri Paesi come l'Ungheria?".

Nell'interrogazione si fa riferimento, tra l'altro, all'articolo 10 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali; al Titolo II, articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, che garantisce la libertà di espressione e d'informazione; e all'"inserimento della libertà di espressione artistica nel Piano d'azione per la Democrazia". "Ci sono stati casi - spiega Giarrusso all'Adnkronos - in cui la Commissione europea è intervenuta con censure sulla situazione ungherese, quindi si tratta di valutare se questi articoli, che io riporto, in Italia siano rispettati pienamente".